Dalla rassegna stampa Cinema

Il vedovo si traveste da donna nella favola freudiana di Ozon

Specialista, equilibrista di contorsioni sessuali con e senza rete François Ozon, ispirato dal racconto di Ruth Rendell, immagina che un maritino neovedovo si travesta da donna per accudire la sua piccina ma soprattutto per un antico, confessato desiderio.

Non è gay, vuole provare l’ebbrezza di diventar Virginia, coi vestiti della moglie: allatta in casa, di spalle, come la mamma di Psycho , poi esce per shopping con l’amica di famiglia Claire. Che, turbata dalla scoperta, accoglie la bistrata devianza con affetto curioso, complice, minando (senza armistizio) la pace dei sensi, inconscio e matrimonio, fino al finale Grand-guignol .
Scommessa difficile: partenza a razzo, poi qualcosa s’intoppa, qualche rotella borghese non funziona, mancano passaggi, confusa segnaletica psicanalitica. Forse Ozon non ha la lievità che avevano nel trattare tripli salti mortali et sessuali Billy Wilder (A qualcuno piace caldo ) e Blake Edwards ( Victor Victoria ). La vera vittima della confusione di abiti resta l’amica d’infanzia che non si fa mancare oscuri oggetti di desiderio, accanto a un marito refrattario al dubbio se non nelle allucinazioni sotto la doccia.
Troppi motivi di interesse (transfert dell’amor materno, piacere trans di nascondersi, l’apertura alle esperienze di cuore, libertà nel rimuovere il dolore) che, riuniti, restano in mostra incuriosendo senza emozioni, nonostante la bravura bisex di Romain Duris che si sottopone a ogni tortura per sembrar bella, l’Anaïs Demoustier, cui si consiglia urgente Freud, e Raphael Personnaz, unico col fascino discreto della borghesia.


da La Repubblica

L’inconsistente travestimento di Romain Duris

UNA NUOVA AMICA

CLAIRE e Laura sono migliori amiche fin da piccine. Appena il tempo per sposarsi entrambe e Laura muore, lasciando il marito David, una neonata e l’amica in forte depressione. Un giorno Claire entra in casa di David: trova una donna bionda con la piccola in braccio e, indosso, gli abiti di Laura. È David, in realtà, che così unisce due vantaggi: calma la bambina e può assecondare la sua passione per il travestitismo.
All’inizio scandalizzata, poco a poco Claire diventa la migliore amica del vedovo; o meglio, del suo alter ego Virginia. Tratto da un racconto di Ruth Rendell, il nuovo film di Ozon è cordiale volatile; sfiora infatti le potenziali implicazioni drammatiche del suo soggetto (l’amore lesbico di Claire per la defunta, le intuibili complicazioni di un padre travestito…) ma poi preferisce non affrontarle e scivolare via in dolcezza. S’intende che il senso della strana situazione è il risveglio alle passioni di Claire, che vive accanto a un marito belloccio ma amorfo: il tutto, però, resta solo accennato, mentre il film si risolve nei toni di una commedia amichevole e un po’ inconsistente. ( R. Nepoti, voto 3,5/6)

Regia di François Ozon Con Romain Duris, Anaïs Demoustier, R. Personnaz

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