Dalla rassegna stampa Cinema

Hawke e il destino di fare il genitore: sono un papà hippy

L’attore al Sundance in «Ten Thousand Saints»

PARK CITY Essere padre più che un ruolo sembra un destino nella vita di Ethan Hawke. L’inquieto ma sensibile papà di Mason Evans in Boyhood torna genitore sul set nel film presentato in anteprima mondiale al Sundance, Ten Thousand Saints, diretto da Robert Pulcini e Shari Berman.
«Sono felice di ritornare al Festival, e ancora una volta nei panni di un padre. Essere papà nella vita (il divo ha 4 figli, due avuti da Uma Thurman e altrettanti dall’attuale moglie Ryan Shawhughes, ndr ) mi ha senza dubbio aiutato a impersonare un genitore in diversi film. Oggi la paternità è una condizione sempre più sfaccettata, e complessa, e sono convinto che per gli uomini sia interessante vedere rappresentati al cinema i dubbi, le incertezze, gli interrogativi di un genitore, non solo nelle interazioni sociali ma anche nel rapporto con la madre dei suoi figli, con il divorzio e le sempre più numerose famiglie allargate».
Sono lontani i tempi del timido studente dell’ Attimo fuggente . «Anche in Ten Thousand Saints — spiega Hawke —, ambientato nella New York degli anni a cavallo tra la fine del 1980 e l’inizio del 1990, incendiata dalla cultura punk e dal rampantismo degli yuppies di Wall Street, cerco di “riconnettermi” con mio figlio che ho lasciato bambino nel Vermont. Lui si aspetta che lo aiuti a trovare il suo posto nel mondo e per me, un hippy che vive di espedienti, è difficile». Recitare con attori giovani ma in gamba come Asa Butterfield, l’ Hugo Cabret di Martin Sorsese che in Ten Thousand Saints interpreta suo figlio, dice, «mi ricorda i miei esordi. Mi sento doppiamente padre e consigliere, visto che ho iniziato a recitare ragazzino».
L’attore, che è anche scrittore di romanzi («per vocazione e per eredità genetica, visto che il mio bisnonno era il padre di Tennessee Williams»), è molto amato dal pubblico femminile per la trilogia dei film di Linklater: Prima dell’alba , Prima del tramonto e Before Midnight . «Davanti alla macchina da presa sono invecchiato e, quindi, diventato marito, padre, uomo divorziato e risposato. Una delle mie prime volte al Sundance è stata nel 1994: avevo 24 anni e con Winona Ryder ero protagonista di Giovani, carini e disoccupati diretto da Ben Stiller». Rivela: «Le responsabilità come padre e la passione per la musica mi riequilibrano quando attraverso momenti di instabilità. Dopo essere stato un musicista anche in teatro in Winter’s Tale diretto da Sam Mendes, ho appena terminato un film in cui impersono Chet Baker. Rendere i tormenti e la redenzione di questo immenso jazzista in Born to be blu è stato impegnativo. Ma ero preparato perché avevo appena terminato il mio documentario sul grande pianista Seymour Bernstein». Una carriera senza pause, quella di Hawke: «In Regression di Amenábar sono un detective che aiuta Emma Watson a uscire dall’orrore di violenze subite in famiglia». «Amo fare l’attore — conclude Hawke — perché posso sperimentare sempre nuove strade, ritornando poi però a casa mia, a Brooklyn, per ridiventare padre nella vita vera».

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