Dalla rassegna stampa

Caffarra alle parrocchie: «Feste e gruppi per famiglie»

…Si sta gradualmente introducendo nella nostra convivenza una visione dell’uomo che erode e devasta i fondamentali della persona umana come tale. Si stanno ridefinendo artificialmente i vissuti umani fondamentali»…

Il cardinale ha esortato i religiosi a creare un collegamento tra i nuclei che frequentano le chiese
Ampliare la rete di gruppi familiari dentro le parrocchie e istituire delle feste «per fare comprendere alle coppie lo straordinario dono che hanno ricevuto e quale compito importante hanno nella comunità».
Con questa richiesta ai suoi sacerdoti il cardinale Carlo Caffarra ha concluso la «Tre giorni del clero», serie di incontri ospitati nel seminario arcivescovile di Villa Revedin, durante il quale è stato fatto il punto sui temi più delicati delle ultime settimane: primi tra tutti il ruolo del matrimonio e della famiglia.
Una «controffensiva» con la quale il cardinale esorta i religiosi a stare vicini ai fedeli, «uomini e donne della Chiesa che possono trovarsi in momenti di difficoltà», da supportare creando il più possibile un collegamento tra le famiglie che frequentano la stessa parrocchia. Non un novità assoluta nell’Arcidiocesi bolognese, ma sul quale Caffarra punta molto, chiedendo esplicitamente di «fare queste cose dove non esistono ancora, anche per poche persone». Un invito arrivato in vista del Sinodo straordinario dedicato alla famiglia indetto da Papa Franesco dal 5 al 19 ottobre di quest’anno (un altro ordinario sarà nel 2015), ma soprattutto in attesa del saggio «Permanere nella vita di Cristo» (in uscita l’1 ottobre), nel quale Caffarra e altri quattro cardinali esprimono una posizione più conservatrice sulla partecipazione dei divorziati all’eucarestia rispetto alle aperture del porporato tedesco Walter Kasper, al quale il Papa aveva affidato la relazione introduttiva del concistoro di febbraio. Tornando sul divorzio, il cardinale ha spiegato: «L’indissolubilità del matrimonio non è una legge, ma è un dono di Dio».
Anche le vicende cittadine non hanno fatto mancare le occasioni per ribadire il ruolo della famiglia. Nell’incontro con i sacerdoti, Caffarra è tornato a parlare della sua posizione riguardo la registrazione delle nozze gay contratte all’estero, voluta dal sindaco Virginio Merola e partita da pochi giorni con lo scontro istituzionale con il prefetto Ennio Mario Sodano. L’arcivescovo ha ricordato il suo articolo pubblicato da Bologna Sette , dal titolo esplicito «Perché non posso tacere»: «Non mi interessano gli aspetti comportamentali, la questione è più profonda, è antropologica. Si sta gradualmente introducendo nella nostra convivenza una visione dell’uomo che erode e devasta i fondamentali della persona umana come tale. Si stanno ridefinendo artificialmente i vissuti umani fondamentali».
Sugli stessi temi si parlerà sempre a Villa Revedin il 28 settembre con la «Giornata della custodia del creato». Monsignor Silvagni, vicario generale della Curia, ha voluto salutare il cardinale in previsione del Sinodo: «L’invito del Santo Padre onora e responsabilizza tutta la nostra Diocesi, ci fa sentire in una comunione intensa. La sua assenza sarà un sacrificio per la nostra comunità, ma sarà anche una ricchezza per la Chiesa di Bologna».

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.