Dalla rassegna stampa

Grande successo al Festival di Toronto del film "The Imitation Game" di Morten Tyldum che vince il premio del pubblico

sulla vita di Alan Turing. Ad oggi, il film ha ricevuto sul sito IMDB il voto di 9/10 da 287 utenti e quasi tutta la critica gli assegna quattro stelle. Sarà distribuito in Italia a fine novembre 2014.

Aggiornamento del 15/9/14 – “The Imitation Game” vince il Premio del Pubblico al 39esimo Festival di Toronto, assicurandosi la candidatura agli Oscar (lo scorso anno a Toronto vinse “12 anni schiavo” poi premiato con l’Oscar)

——————

Il film ci racconta tre periodi della vita di Turing, tutti in flashback partendo dal momento del suo arresto in quanto omosessuale avvenuto nel 1951. Il primo ci racconta la storia del suo tentativo, studente 16enne, di avvicinare un compagno di scuola, Christopher, di cui si era innamorato. Fu un trauma che cambierà il suo carattere, costringendolo a nascondersi per tutta la vita dietro alla sua intelligenza, esibendo con gli altri un atteggiamento schivo ed appartato. Significativo che il nome che darà alla sua macchina decifra-codici (da molti ritenuta il primo computer) sarà proprio Christopher. La parte centrale del film, quella più corposa, ambientata durante gli ultimi due anni della seconda guerra mondiale, è divisa tra la ricerca scientifica per decifrare il codice Enigma (quasi un thriller) e la storia intima con l’unica donna che partecipa alla ricerca.
Nel suo gruppo di lavoro troviamo infatti Hugh Alexander (un dolce Matthew Goode), campione di scacchi, e Joan Clarke (Kira Knightley) una donna che con la sua vivida intelligenza riesce a stupire tutti (al suo arrivo qualcuno le dice che si trova nel posto sbagliato: le segretarie stanno in un’altra stanza). Joan è una giovane pressata dalla famiglia perchè non ha ancora trovato marito (in quegli anni era costume accasarsi prima dei 25 anni). Nasce subito una forte sintonia tra lei e Turing che diventa il secondo centro del film, dopo il problema relativo alla decifrazione dei codici che permetterà agli alleati di vincere la guerra. Fortunatamente la sceneggiatura non arriva a propinarci una vera e propria storia d’amore, anche se i due ad un certo punto programmano di sposarsi. Turing è sì innamorato di Joan, ma non del suo corpo, bensì della sua intelligenza e perspicacia, la loro non può essere altro che una grande amicizia. Turing si porta dentro il problema della sua omosessualità, costretto a tenerla segreta in un’epoca in cui per la legislazione vigente era un reato punibile con la reclusione. Joan aiuterà Turing ad affrontare questo problema, nella speranza di migliorare la sua vita.
La terza parte del film vede Turing nel 1951, qualche anno dopo la guerra. La tensione nel film continua a crescere, merito di un’ottima sceneggiatura che cattura l’attenzione del pubblico sia con il discorso scientifico e la guerra (che resta sullo sfondo), che con il dramma personale di Turing. Arrestato e processato per omosessualità Turing dovrà scegliere tra la castrazione chimica o la prigione. Durante il processo Turing chiede al suo accusatore: “Cosa sono io? Una macchina? Una persona? Un eroe di guerra? Un criminale?”, un momento di grande commozione.

Tutti i critici hanno giudicato superlativa l’interpretazione di Cumberbatch, un sicuro candidato agli Oscar. Il suo Turing emerge come genio tormentato, brillante, arrogante, costretto a tenere le distanze sia con gli amici che coi nemici. Con la sua intelligenza (dieci volte più veloce di tutti coloro che gli stanno vicino) frena e tiene in soggezione chiunque. La logica e la matematica sono l’unico canale di contatto con gli altri.

Nel film non ci sono scene di sesso gay e quando a Cumberbatch viene chiesto il perchè (Thewrap.com), risponde così: “Il film non vuole essere un’esplorazione della vita sessuale di qualcuno. Turing viene castrato chimicamente solo perchè ammette di essere omosessuale. Nel film si capisce benissimo che è gay, chiede ad un giovane uomo di toccargli il pene. La cosa e assai esplicita. Se hai bisogno di veder fare sesso per capire che uno è gay, allora sei precluso ad un tipo di narrazione sottile. Non ho mai pensato che nel film fosse necessario mostrare due uomini nudi”. Il regista Morten Tyldum ha aggiunto: “Prima di tutto, è storicamente corretto … In secondo luogo, il suo essere gay è solo una parte del carattere che abbiamo voluto rivelare … Alan Turing era ossessionato sulla vita artificiale, sull’intelligenza artificiale.”

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.