Dalla rassegna stampa

«Verona ancora una volta in cattiva luce per le ossessioni anti-gay di Zelger»

«L’omosessualità esisteva prima di Cristo e dopo Cristo: forse Zelger non lo sa, ed ha paura della realtà»…

VERONA — «L’omosessualità esisteva prima di Cristo e dopo Cristo: forse Zelger non lo sa, ed ha paura della realtà». Il consigliere comunale del Pd Damiano Fermo sintetizza così le (molte e vivacissime) critiche del suo partito all’ordine del giorno presentato e approvato dal consiglio comunale di Verona, la scorsa settimana, su iniziativa del consigliere Alberto Zelger (Lista Tosi). Il gruppo consiliare democratico è tornato ieri sull’argomento per ribadire che «le fobie del consigliere Zelger hanno ormai fatto il giro del Paese mettendo di nuovo la città di Verona sotto una cattiva luce». Ricordato come le proposte di Zelger siano state riprese anche da molti organi di stampa nazionali, Michele Bertucco, Damiano Fermo, Elisa La Paglia e Luigi Ugoli hanno affermato che «sarebbe bastato un minimo di disponibilità al confronto e al dialogo da parte della maggioranza per concludere, come hanno fatto del resto alcuni suoi autorevoli esponenti, da Pasetto a Papadia a Forte, che la scelta migliore era dissociarsi da una proposta assolutamente priva di presupposti politici e amministrativi, motivata dall’ossessione per la società ‘gay-friendly’, ma soprattutto impossibile da attuare». Su di un piano più generale, i democratici hanno spiegato che «se può essere condivisa anche all’interno del Pd, soprattutto dalla sua componente cattolica, la preoccupazione per il relativismo e la deriva etica trattati peraltro da fonti ben più autorevoli del consigliere Zelger». Ciò premesso, Bertucco e gli altri consiglieri hanno chiesto «in base a quali criteri dovrebbero venire formulate, raccolte, esaminate e usate le “segnalazioni” di cui parla l’odg approvato, e come esse possano interferire sull’autonomia dell’insegnamento». (l.a.)

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