Dalla rassegna stampa

Il gay pride si farà nonostante la crisi «La battaglia per i diritti non conosce ex»

… Il gay pride a Venezia si farà, a costo di dover rinunciare alla sponsorizzazione del Comune…

VENEZIA — Palco o no, il 28 giugno loro ci saranno comunque. Il gay pride a Venezia si farà, a costo di dover rinunciare alla sponsorizzazione del Comune. A farlo sapere sono gli stessi organizzatori dopo lo stop alle trattative con il Comune di Venezia, anche a causa della crisi politica (e giudiziaria) della giunta Orsoni. «Cambia poco, il giorno stesso dell’annuncio degli arresti domiciliari del sindaco dal Comune ci avevano assicurato appoggio anche economico – dice Mattia Galdiolo di Arcigay – il pride si farà comunque, ormai sono mesi che lo organizziamo, Venezia sarebbe la prima città d’Italia a farlo saltare». Il riferimento degli organizzatori è agli accordi presi negli scorsi mesi. Il Comune aveva garantito che si sarebbe fatto carico delle strutture di appoggio (bagni chimici, pulizie, forze dell’ordine); del palco ligneo a San Polo, invece, si sarebbe occupata Vela. Lo stanziamento previsto inizialmente era di 40 mila euro. Promesso e parzialmente approvato. Poi, il nulla. Per settimane.
«Si è bloccato l’iter amministrativo – dice Giuseppe Sartori, un altro degli organizzatori – il sindaco ha ritirato le deleghe che ora sono tutte accentrate su di lui. Ci auguriamo che il consiglio comunale si assuma la responsabilità». Il percorso, almeno quello, è già stato ipotizzato. Si partirà alle 16 dalla stazione di Santa Lucia (il raduno è alle 15), si proseguirà per la Strada Nova per arrivare a San Polo alle 18. «Vogliamo solo che la manifestazione venga fatta in sicurezza e ci siano garantite le strutture minime», dice Luca Mistrello di Arcigay. Ma a dire «sì», in teoria lunedì dovrà essere il sindaco Orsoni. «La battaglia per i diritti civili non conosce “ex” “pre” o “post”, è il passo convinto con cui vorrei marciassimo insieme per il Pride questa volta – dice Camilla Seibezzi ex delegata del sindaco – Venezia sia all’altezza delle altre città italiane, le ferite si curano gridando al mondo con trasparenza che ricominciamo dai diritti, con orgoglio noi siamo molto di più delle ombre che hanno oscurato la nostra città». Per seguirlo su twitter nelle ore della manifestazione: #VeneziaPride2014. Per informarsi nei giorni precedenti: www.veneziapride.it, www.facebook.com/VeneziaPride.

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