Dalla rassegna stampa Cinema

Riso, un ragazzo gay “follemente sincero”

…Riso spiega di aver cercato, seguendo il dettato di Truffaut, di essere «follemente sincero»…

Quest’anno l’Italia a Cannes parla il linguaggio dei giovanissimi: fanciulle vulnerate da adulti incapaci di capirne le inquietudini – vedi Le meraviglie di Alice Rohrwacher, unico nostro titolo in concorso, e Incompresa di Asia Argento nel Certain Regard; ragazzini umiliati da un genitore impreparato ad accettarne la diversità come il quattordicenne Davide di Più buio di mezzanotte, opera d’esordio del catanese Sebastiano Riso che, in contemporanea all’uscita in sala, ha inaugurato ieri La Semaine de la Critique.
Lo spunto di partenza è la storia vera del trans Davide Cordova, in arte Fuxia, animatore del locale Muccassassina di Roma, scappato di casa per sottrarsi alle prevaricazioni di un padre intenzionato a farne a ogni costo un macho iniettandogli ormoni. Al pari di lui, Davide (Capone) trova rifugio nel parco Villa Bellini di Catania, notturno luogo di raduno di emarginati che vivono di prostituzione e piccoli furti: un microcosmo sodale ma duro, dove violenza, abuso, sfruttamento e umiliazione sono all’ordine del giorno. Evitando le situazioni più brutali, e comunque mettendole in scena in maniera allusiva piuttosto che esplicita, Riso fissa la camera a mano sul suo efebico protagonista che, zainetto in spalla, vagabonda dai giardini ai vicoli oscuri del commercio sessuale in un sofferto percorso di formazione. Riso spiega di aver cercato, seguendo il dettato di Truffaut, di essere «follemente sincero». In parte ci riesce, soprattutto nel rapporto fra Davide e la lacerata, impotente madre Micaela Ramazzotti; altre volte la fragilità di scrittura e regia prevale sulle buone intenzioni.
[a.lk.]

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