Dalla rassegna stampa Cinema

La normalità dell'American Dream - Magic Mike (Sky Cinema 1 HD, lunedì 16 ore 21.10)

Soderbergh racconta un mondo inusuale nel film con Channing Tatum e un carismatico Matthew McConaughey Guarda il promo

Il solito Steven Soderbergh. Mettigli una macchina da presa in mano, dagli una storia anche esile, e lui saprà fare grande cinema, perché per lui è un gioco da prendere molto sul serio. Ma è pur sempre un gioco. E da quando sostiene di volersi ritirare dalla Settima Arte, non ne sbaglia una: anzi, la percorre in ogni suo genere, cavalcando con il suo talento schemi classici che con lui non sono mai scontati, né lo diventano. In Magic Mike (Sky Cinema 1 HD, lunedì 16 ore 21.10) spoglia, in tutti i sensi, Channing Tatum, aiutandolo a raccontare la sua vera storia, quella di quando sognava Hollywood, ma, per sopravvivere, faceva lo stripper.

Con la perizia e l’occhio che hanno solo i grandi cineasti disegna sui corpi seminudi di giovani uomini un melodramma che ce li mostra nella loro fragilità, potente quanto quei bicipiti che sa rendere sensuali in ogni centimetro. Ma non pensate a un’opera voyeuristica o erotica, qui a emergere sono i sentimenti e il disagio di un gruppo che nasconde la propria profondità dietro una superficialità solo apparente, i propri sogni dietro un incubo patinato. La forza di Magic Mike è raccontare un mondo inusuale per la maggior parte di noi mostrandocelo nella sua normalità, l’American Dream in un’accezione inedita.

«Non sono il mio stile di vita» dice Mike, ed è questa l’essenza di una pellicola solo apparentemente minore di un grande maestro. Perché il pretesto di coreografie sensuali, la capacità cinematografica di giocare con corpi, oggetti, scene d’amore e di ballo nasconde, dietro tutto ciò, una serie di storie d’amicizia, di sentimenti, di formazione. E oltre a Channing Tatum, godetevi Matthew McConaughey: fisicamente non sembra aver passato i quaranta e da mediocre interprete qual era da giovane, è diventato un mattatore carismatico e irresistibile. Persino vestito.

Boris Sollazzo

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