Dalla rassegna stampa Libri

La coerenza di Milo - ultimo romanzo di Maria Grazia Fasciana

…Milo, vittima del pregiudizio e dell’oscurantismo per aver infranto i canoni sessuali…

«Tutta la storia è uno spastico dimenarsi alla ricerca di quello che non si è avuto, pur avendone pieno merito, una perenne ribellione che alterna sconfitta e vittoria». Così nella prefazione la scrittrice Silvana Grasso descrive la sofferta maturazione dei sentimenti, ostacolata dagli ambienti ostili, del protagonista dell’ultimo romanzo di Maria Grazia Fasciana (nella foto), La coerenza di Milo.

Milo, vittima del pregiudizio e dell’oscurantismo per aver infranto i canoni sessuali. Milo, subisce fin dall’infanzia parecchie problematiche esistenziali e sociali. Bambino, figlio del dolore e del disagio, assiste inerme all’uxoricidio compiuto dalla madre schizofrenica. Adottato da una madre che rimarrà sempre cieca di fronte alla sua insofferenza e alle continue aggressioni, isolamento e molestie che subirà da parte dei compagni a causa della sua femminilità, Milo riesce a ritrovare la sua autostima in età adolescenziale grazie al rapporto privilegiato con un giovane prete, Padre Paolo, che lo aiuterà a denunciare un abuso sessuale subito da un amico di famiglia. Un episodio che la madre-adottiva aveva sempre tenuto nascosto con comportamento omertoso. L’attrazione mentale e fisica nei confronti del giovane religioso porterà Milo ad avvicinarsi a Dio e prendere i voti, ma dopo un periodo di assoluta devozione alla Chiesa, l’incontro con un giovane frate mette in crisi la sua vocazione e afferma in lui definitivamente la consapevolezza della sua omosessualità.

«Il protagonista – afferma Maria Grazia Fasciana – mostra una coerenza interiore che manterrà nel corso della sua vita, anche quando si tratterà di prendere delle decisioni dolorose, come quella di rimettere i voti e rinunciare alla sua missione di prete per aver violato i comandamenti. La sua vita è stata segnata fin dall’infanzia da un destino crudele, l’allontanamento dalla madre naturale e l’affidamento ad una madre esigente ed invadente, un rapporto che lo porterà alla carcerazione».

Nel romanzo viene messa in evidenza la relazione freudiana madre possessiva, figlio omosessuale. Un’omosessualità vissuta tra silenzi, bugie e fughe e che porterà Milo ad abbandonare prima la sua Sicilia (Ghelas), e poi Perugia per Londra, dove potrà acquisire una momentanea liberazione dalla frustrazione sposando il prete-amante e adottando una figlia.«Generare per via maschile, quasi in autogenesi, scansando l’imperio femminile che riporta ad un principio e a un mancipio matriarcale» afferma Silvana Grasso.

«In tal senso – asserisce Maria Grazia Fasciana – il romanzo evidenza l’esistenza di gravi pregiudizi nella cultura italiana nei confronti dell’’omosessualità, che in altre realtà europee, come Londra viene accettata sia dal punto di vista culturale che da quello legislativo. Una realtà che dà garanzie sociali a tutte le coppie. L’Italia per Milo è il regno di pochi, invece nella capitale inglese egli potrà vivere a pieno la storia con il compagno, suggellandola con una adozione. Adozione che segue un iter semplificato, nella convinzione culturale britannica che un bambino abbia comunque bisogno di genitori che lo guidi».

Ma la “madre adottiva-strega” è in agguato, asseconda il pregiudizio e racconta una storia diversa da quella reale per paura che si diffondesse la notizia dell’omosessualità di Milo, quando costui subisce la devastazione della morte del compagno e della loro piccola figlia. In pochi secondi sparisce la famiglia nata oltre il pregiudizio e oltre la manica. Una scelta giusta del destino, per la madre adottiva che lascia chiaramente intendere come compagno e figlia rappresentassero l’oggetto della deviazione e del peccato. “Un comportamento figlicida della madre, incapace di entrare in contatto profondo e amorevole con il figlio, quando Milo subisce la devastazione del lutto devastante” scrive Silvana Grasso.

«Ho scritto la storia – ha dichiarato Maria Grazia Fasciana – non solo per l’amore verso la scrittura che mi accompagna da anni, ma, forse, anche per una sorta di deformazione professionale. Il mio lavoro al centro di salute mentale mi spinge ad approfondire le problematiche sociali di fronte alle quali, spesso, per via di una assenza sempre maggiore delle istituzioni e di una carenza di risorse, vivo un senso impotenza. La letteratura svolge il ruolo importante nel diffondere un messaggio positivo nei confronti di una sessualità diversa che spesso viene considerata in certi ambienti un vizio, una perversione, una malattia psicologica».

Oltre il tema della liberazione della omosessualità a lungo stigmatizzata, Maria Grazia ha affrontato il disagio sociale anche nei suoi lavori precedenti, Di mamma non ce n’è una sola, e Angeli gialli. Un disagio sociale di cui l’autrice è al tempo stesso spettatrice e solutrice e che diventa palcoscenico-campo di battaglia, così come commentato da Silvana Grasso,e dove rappresentare le frustrazioni dei suoi personaggi ispirati da storie realmente vissute, allo scopo di far conoscere determinate problematica al grande pubblico. La coerenza di Milo, sarà presentato giovedì 13 dicembre, alle ore 17.30, presso la sala convegni del Parco Archeologico e Ambiente di Gela. Interverrà la scrittrice Silvana Grasso, che ne ha curato la prefazione.

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