Dalla rassegna stampa Cinema

Il coming out diventa pop

…Tanto divertimento ma nessuna denuncia sociale: «Anche se ho scelto di non toccare se non di sfuggita il commentario sociale – risponde Proia – è indubbio che l’Italia si trovi in un gap legislativo. Il tentativo di rimandare all’infinito la questione delle coppie di fatto e le dichiarazioni …

Roma. Una commedia pop corale made in Italy ma di respiro internazionale sul coming out: il 7 settembre esce in 150 sale Come non detto, opera prima di Ivan Silvestrini.
Nato da un’idea di Roberto Proia, autore del soggetto e della sceneggiatura, il film nello sviluppo dell’intreccio si ispira ai grandi film americani. «Nello specifico Angeli con la Pistola di Frank Capra», spiega Proia. E – tra un cameo di Victoria Cabello, un brano originale cantato da Syria e un libro, Manuale del perfetto coming out (Sonzogno) – anche se non è ancora sbarcato nelle sale è già un piccolo caso.
Ecco la storia: Mattia (Josafat Vagni) sta per trasferirsi a Madrid dal fidanzato Eduard, per non dover rivelare alla famiglia di essere gay. Eduard è invece convinto che la loro storia abbia la benedizione di tutti i familiari. Quando il giorno prima di partire per la Spagna Eduard annuncia il suo arrivo a Roma per conoscere i «suoceri», Mattia dovrà scegliere se vuotare il sacco con i suoi o confessare al compagno di essere stato un bugiardo. Tra detti e non detti, la storia di Mattia è lo spunto per esplorare le vite di un gruppo di persone che avrebbero molto da dire e da dare ma che si bloccano, rinunciano, si autocensurano.
Ecco la mamma bella e frustrata, una tragicomica Monica Guerritore (sorprendente sfogo liberatorio) e il papà (solo apparentemente) macho Ninni Bruschetta. Poi c’è la tosta e anziana nonna Aurora, che fa colloqui di lavoro. Da Romanzo Criminale arriva poi un inedito Francesco Montanari in versione Alba Pailettes, Drag Queen di Muccassassina. Non mancano l’amica e aspirante fidanzata di Mattia Valeria Bilello, Valentina Correani (la sorella di Mattia, Samantha) e il compagno, il Pistone (perchè fa il meccanico) interpretato da Andrea Rivera, padre dei suoi tre figli (e lei è di nuovo incinta). Personaggi le cui paure, sogni, debolezze e aspirazioni coinvolgono lo spettatore, portato ad affezionarsi a questo variegato gruppetto di esseri umani e a chiedersi cosa accadrà alla coppia Mattia/Eduard dopo la fine dei titoli di coda. Non è infatti escluso un sequel e, dice Proia, «magari, allo stesso tempo sarebbe bello sviluppare un subplot più importante tra Samantha e il Pistone. La loro chimica sullo schermo è strepitosa».
Tanto divertimento ma nessuna denuncia sociale: «Anche se ho scelto di non toccare se non di sfuggita il commentario sociale – risponde Proia – è indubbio che l’Italia si trovi in un gap legislativo. Il tentativo di rimandare all’infinito la questione delle coppie di fatto e le dichiarazioni omofobe di fatto fotografano una classe politica di cui vergognarsi».

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