Dalla rassegna stampa

Con Eastwood Romney chiude la convention: salverò l'America

… «Clint Eastwood sinora è stato il migliore speaker della convention di Tampa a favore dell’aborto e delle nozze gay» …

«Il presidente Obama ha promesso di rallentare il flusso degli oceani e guarire il pianeta dai suoi mali. La mia promessa… È quella di aiutare voi e la vostra famiglia». È stato questo uno dei passaggi principali dell’intervento di Mitt Romney per l’accettazione della nomination alla convention del Partito Repubblicano a Tampa. Visibilmente commosso, Romney ha pronunciato la tradizionale formula davanti alla folla dei delegati in delirio. Il candidato ha poi reso omaggio a Paul Ryan, candidato vicepresidente, in tribuna insieme alla moglie. Poco distante, in abito azzurro, era seduta la moglie di Romney, Ann, che tre giorni fa con le sue parole ha conquistato la platea. Romney ha reso omaggio a Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede sulla Luna nel 1969. «La bandiera americana – ha detto – oggi ancora sventola sulla Luna».
Prima dell’intervento conclusivo di Romney la scena è stata occupata dal popolare attore Clint Eastwood. Una sedia vuota e un teleprompter. Come dire, sei “solo chiacchiere e distintivo”. Questo, per Clint Eastwood, è Barack Obama. Ma con questo “fantasma” l'”ispettore Callaghan”, il celebre “Dirty Harry”, ci ha parlato per oltre dieci minuti, con tanto di domande e risposte sul palco del Tampa Bay Times Forum, dando vita a uno dei momenti che resteranno nella storia di questa convention, e forse negli annali della politica americana. Il simbolo vivente degli spaghetti-western ha dato vita a un monologo surreale, degno di Beckett, tutto a braccio, con la voce roca, a volte biascicata. «Mi dici di parlare a Romney? Perché non lo fai tu…». La folla lo ha accolto impazzita.
Malgrado le 82 primavere, questo mito di Hollywood, ma anche di Cinecittà, è arrivato a Tampa per sostenere Mitt Romney in qualità di ospite a sorpresa. È sempre stato repubblicano, ma forse doveva farsi perdonare lo spot Chrysler “Halftime”, quando durante l’ultimo Superbowl sembrò appoggiare un secondo termine di Barack. Ieri ha fatto chiarezza. Dietro di lui, sui diversi maxi-schermi sono comparse sue foto giallo fuoco tratte dal mitico “Il buono, il brutto, il cattivo”, il capolavoro di Sergio Leone. Lo sguardo ancora intensissimo di “Joe Il Biondo” ha ipnotizzato i duemila delegati. Alcuni di loro hanno riso estasiati, altri non hanno capito cosa stesse succedendo, spiazzati. Era in forma, abbronzatissimo, con i capelli grigi. E’ partito subito, implacabile, alla carica di Barack: «Quando è stato eletto quattro anni fa, tutti piangevano di gioia, anch’io mi sono emozionato. Non ho più pianto così da quando ho scoperto che oggi in America ci sono 23 milioni di poveri. Una tragedia vera, e l’Amministrazione non ha fatto abbastanza per porvi rimedio. Per questo penso che sia tempo, che sia arrivato il tempo per un uomo d’affari, uno stellare businessman». È stato il primo boato. Quindi, rivolgendosi al fantasma di Obama, ha aggiunto: «Penso che sia arrivato il tempo che ti fai di lato, per far posto a Romney e Ryan». E ancora, stavolta alla platea: «Quando qualcuno fa male il suo lavoro devi cacciarlo». Altra ovazione. Poi ha puntato il dito verso l’Obama invisibile, dicendogli di andare via. E sempre rivolgendosi al presidente immaginario: «Guarda che non mi sto zitto. È il mio turno… Sei completamente pazzo… Di tutte le promesse che hai fatto, cosa ne è rimasto?». È stata l’apoteosi. Tutti hanno ripetuto ritmato quello che potrebbe essere il nuovo slogan di Romney: “Let him go” (che se ne vada)”. «Io ho cominciato il lavoro, ora tocca a voi finire il lavoro», ha concluso Clint, citando “Make my day”, un noto slogan di Romney. E la folla è esplosa di gioia. Su Twitter la performance ha egemonizzato tutto il traffico. Tanto che molti professionisti del cinguettio hanno continuato a lanciare sue frasi, anche dopo che Romney aveva cominciato a parlare.
In molti appoggiano incondizionatamente l’ex sindaco di Carmel: «Mi hai salvato la giornata». Ma c’è anche chi non ci sta: «Che triste fine per un grande». Stephanie Cutter, la vice capo della campagna obamiana, si è limitata a un neutro “Wow”. Ben LaBolt, un altro portavoce obamiano, è apparso rassegnato: «Girare tutte le domande sull’argomento a Salvador Dalì». Infine il politologo Larry Sabato: «Clint Eastwood sinora è stato il migliore speaker della convention di Tampa a favore dell’aborto e delle nozze gay». Barack Obama ha scelto di replicare con una foto su Twitter e Facebook: il suo staff lo fa pubblicando una foto che mostra la sedia del presidente durante una riunione alla Casa Bianca, dietro la quale si intravede la testa di Obama, e sotto la scritta “This seat’s taken” (Questo posto è occupato).

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