Dalla rassegna stampa Cinema

Kylie Minogue e le altre: donne sbandate al Festival

…Si torna a fare l’occhiolino a rapporti lesbo-friendly in Not in Tel Aviv, Orleans (sulla notte folle di due spogliarelliste 20enni) e in Les Mouvements du bassin…

LOCARNO — Fa piuttosto impressione vedere Kylie Minogue spettinata, non troppo lucida e ricoperta di tatuaggi che bacia con passione una ragazzina. Un ruolo, quello della popstar in Jack and Diane — a Locarno anche per rendere omaggio a Leos Carax, regista premiato al Festival con il Pardo d’onore, che l’ha voluta in Holy Motors e di cui Minogue ha detto: «Ha cambiato la mia vita» — che parla di una donna inquieta, tormentata e chiaramente insoddisfatta.
Quest’anno sembra proprio che la tinta dominante del Festival sia il rosa. Rosa scuro, però. In cartellone sono moltissimi i film che hanno per protagoniste delle donne. E, il più delle volte, si tratta di donne problematiche, difficili, inquietanti. Dalle adolescenti alle anziane, in poche trasmettono almeno un po’ di serenità. Per le due giovani protagoniste del film con la Minogue — interpretate da Juno Temple e Riley Keough — scoprirsi innamorate implica avere a che fare con tormenti da film dell’orrore; dover convivere con un mostro viscido che le porta anche a cibarsi l’una dell’altra.
Va anche peggio alle protagoniste di Das Missen Massaker, in cui le belle miss che gareggiano per un concorso di bellezza finiscono, appunto, massacrate. Tormenti più lievi, ma che sono comunque indice di una certa insofferenza sono quelli che attanagliano la scrittrice americana protagonista di While We Were Here, che per fuggire dalla monotonia del suo matrimonio si abbandona a una relazione con un ragazzo più giovane. Non è molto più eccitante la vita della cameriera di Compliance, ma le cose per lei vanno anche peggio quando viene sospettata di furto e per questo sequestrata dalla proprietaria del fast food in cui lavora (anche in questo caso una donna), nel retro del locale. Altra relazione tra due donne in Starlet: quella tra Dree Hemingway nei panni di una 21enne sballata e una vedova di 85 anni. Anche Hélène Vincent in Quelques heures de printemps è una vedova, ma ha un figlio di 48 anni costretto a tornare a vivere con lei: la convivenza forzata fa però qui riaffiorare vecchi e violenti conflitti.
Si torna a fare l’occhiolino a rapporti lesbo-friendly in Not in Tel Aviv, Orleans (sulla notte folle di due spogliarelliste 20enni) e in Les Mouvements du bassin, in cui Marion, disposta a tutto pur di avere un figlio, fa innamorare di lei un’infermiera che per «soddisfarla» si dice disposta a fare una rapina alla banca del seme. Sette donne anche in The Capsule, film onirico: queste alien in gonnella per sopravvivere devono dolorosamente imparare l’arte della disciplina. Non resta quindi che consolarsi con le protagoniste di Bachelorette, che non saranno dei fulmini di guerra e neanche particolarmente soddisfatte delle loro vite. Ma almeno ogni tanto ridono.

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