Dalla rassegna stampa Cinema

"Infidèles", nuovo film dell´attore Oscar

Sesso, bugie e zingarate ora Dujardin ritrova la voce … Chissà se i giurati dell´Academy avrebbero dato l´Oscar a Jean Dujardin, sodomizzato dal suo migliore amico, dopo averlo visto urlare: “Piano che mi fai male al c…!”

PARIGI – Favorito dall´effetto Oscar a Jean Dujardin, da un trailer divertente e piuttosto osé proiettato nelle sale da almeno un mese e dalla censura – cosa rara in Francia – di un manifesto (Dujardin, la testa in mezzo alle gambe di una donna, con la scritta “entro in riunione”), “Les infidèles” ha esordito con uno straordinario successo. Ieri allo spettacolo del primo pomeriggio bisognava fare la fila per entrare nei due cinema che lo proiettano sui Campi Elisi. Tra commedia di costume – con inevitabili riferimenti alla commedia all´italiana anni 60 – e riflessioni più serie sull´infedeltà maschile, il film è scritto, prodotto, interpretato e, nell´episodio finale, anche diretto da Jean Dujardin e Gilles Lellouche. Coppia alla Gassman-Tognazzi nei “Mostri” di Risi, belli e bravi, mostri (un po´ troppo glamour, agiati e narcisisti) del XXI secolo, Dujardin e Lellouche percorrono i sei episodi facendone di tutti i colori alle loro mogli e compagne, mentendo, ubriacandosi, pagando ragazze compiacenti con le quali, in una scena al limite del porno, fanno una partouze durante la quale, però, parlano solo dei loro problemi di coppia.
C´è il dentista quarantenne pazzo di una ragazzina che dopo una notte brava con gli amici di lei torna dalla moglie ferito come un gatto di grondaia; c´è, in un episodio con ambizioni bergmaniane, la coppia che decide di raccontarsi le rispettive infedeltà (Dujardin e sua moglie nella vita, l´attrice Alexandra Lamy); c´è lo sguardo, questa volta spietato, del regista di “The artist” Michel Hazanavicius sul patetico impiegato Dujardin che, in un albergo per un congresso con i colleghi di ufficio, ci prova invano con tutte, perfino con la bruttona della compagnia, e tra una buca e l´altra si masturba tristemente in bagno; c´è il giovanotto che gode solo con giochi sadomaso su “cougar” ultrasessantenni, sorpreso in garage da moglie e figlio; e c´è una esilarante riunione per “infedeli anonimi” in cui ritroviamo tutti i personaggi degli episodi. Ma l´ultimo sketch, in cui Dujardin e Lellouche (anche registi) fanno una zingarata a Las Vegas è il più sconcertante: dopo una serie di avventure sessuali nella città americana del vizio i due scoprono di amarsi e diventano la coppia gay delle notti di Vegas, scimmiottando i reali Sigfried & Roy, illusionisti tedeschi con le tigri bianche, per anni in scena al Mirage Hotel. Chissà se i giurati dell´Academy avrebbero dato l´Oscar a Jean Dujardin, sodomizzato dal suo migliore amico, dopo averlo visto urlare: “Piano che mi fai male al c…!”.

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