Dalla rassegna stampa Cinema

Evan Rachel Wood ribelle in carriera da Manson a Clooney

“Scusate, ho avuto un´infanzia infelice” … s´è fidanzata con Marilyn Manson. Un burrascoso rapporto alla ribalta sui media, che ha lasciato all´attrice il gusto per la provocazione: «Amo sia gli uomini che le donne», dice lei…

ROMA – Come capita alle ex bimbe prodigio, a 24 anni Evan Rachel Wood è un´apoteosi di saggezza, determinazione e concretezza. Si fa fatica a riconoscere la teenager ribelle di Thirteen in questa giovane donna in carriera (hollywoodiana), capelli biondi corti, trucco perfetto, vestito chic. Figlia (e sorella) d´arte. In famiglia tutti attori e musicisti, a quattro anni era già sul palcoscenico con il papà. A sette fu bocciata ai provini di Intervista con il vampiro (le fu favorita Kirsten Dunst), il risarcimento sarebbe arrivato molto dopo, con un fantastico ruolo da regina vampira nella serie True Blood. In mezzo, film con Ron Howard, Robert Redford, Woody Allen, Darren Aronofski. E videoclip galeotti. Girando quello di Heart-shaped glasses, s´è fidanzata con Marilyn Manson. Un burrascoso rapporto alla ribalta sui media, che ha lasciato all´attrice il gusto per la provocazione: «Amo sia gli uomini che le donne», dice lei. Ma si fa sorprendere mano nella mano con Jamie Bell, collega coetaneo conosciuto girando un video per i Green Day. All´ultima Mostra di Venezia, e da oggi in sala, il ruolo che la laurea attrice matura. In Le idi di marzo è la giovane stagista che paga gli egoismi e il cinismo di un sistema politico corrotto.
Rachel, chi è la sua stagista?
«Una ragazza inesperta e spaventata, una rotella schiacciata in un meccanismo troppo grande. Si ritrova tradita da quelli che dovrebbero aiutarla e difenderla. Ma non si atteggia mai a vittima, ed è questo che amo di lei».
Come l´ha scelta George Clooney?
«Con una telefonata: “Sono George”. A momenti mi prende un colpo. Gli ero piaciuta in Across the universe. Mi ha spiegato che il mio personaggio doveva essere sexy e sicuro, ma anche vulnerabile. Sul set ha insistito spesso sul concetto».
Lei sembrava una ex baby-prodigio destinata a bruciarsi. E invece?
«Ho iniziato troppo presto. A quattro anni come a dieci, non capisci quello che hai intorno. Poi ho realizzato quale immensa fortuna è questo lavoro. Oggi prendo molto sul serio la mia carriera».
Qual è la sua attrice idolo?
«Kate Winslet. Recitare con lei nella serie Mildred Pierce mi è servito più di mille corsi di recitazione. Anche perché mettevo in scena il complesso rapporto madre-figlia. Una difficoltà che, in modo diverso, ho vissuto anch´io. Dapprima la dipendenza, poi la ribellione. Non ho avuto un´infanzia felice. I miei hanno divorziato che avevo nove anni: un dolore immenso. Ho dovuto separarmi dai miei fratelli. Ci siamo ritrovate, io e mia madre, sole a Los Angeles e con pochi soldi. Non è stato facile. A un certo punto, però, ho dovuto staccarmi da lei per vivere la mia vita».
Ed è arrivato Marilyn Manson. C´era il progetto di un film insieme, vedrà mai la luce?
«Non lo so, davvero. Era il progetto di un artista immenso, un meraviglioso folle. Che mi ha insegnato a credere in me stessa, a esplorare la vita, il cinema, la musica. Avrà sempre un posto nel mio cuore».

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