Dalla rassegna stampa Personaggi

Il documentario su Pasolini restaurato digitalmente

… vuole ricordare la figura di Pasolini in modo diverso dal solito, «distaccandosi dalla facile retorica e dalla commemorazione convenzionale»…

ROMA – In occasione dell’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, Rai Storia presenta il documentario «Il sogno di una cosa. 1943-1949 Pasolini in Friuli» trasmesso per la prima volta il 25 novembre 1976 sulla Rete 2, a poco più di un anno dalla sua tragica morte. Il documentario, restaurato digitalmente, scritto da Francesco Bortolini con la regia di Nino Zanchin, che andrà in onda domani alle 7, vuole ricordare la figura di Pasolini in modo diverso dal solito, «distaccandosi dalla facile retorica e dalla commemorazione convenzionale» e «l’impresa non è stata facile perchè di Pasolini, della sua vita, della sua cultura, della sua morte, sembra sia stato detto proprio tutto da tutti». Al centro di questo lavoro, infatti, un periodo poco esplorato della vita dell’intellettuale bolognese, o meglio gli anni giovanili in cui visse in Friuli, dal 1943 al ’49, illustrati dai brani del suo romanzo “Il sogno di una cosa”. La vicenda di tre contadini friulani durante gli anni della guerra e della Resistenza arricchito da testimonianze di quanti conobbero e frequentarono Pasolini in quegli anni. Introduce la puntata un’intervista di Giuseppe Giannotti a Gianni Borgna, giornalista, professore, politico italiano, su Pier Paolo Pasolini, al quale è dedicato il volume, scritto con Adalberto Baldoni, “Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra”. E allora: perchè parla di “incomprensione”? Gianni Borgna: «Pasolini, che pur essendo di sinistra, non era particolarmente amato dalla sinistra e dai comunisti, perchè era un voce fuori dal coro. La destra, soprattutto l’estrema, lo avversava anche per la sua omosessualità; anche se ha detto cose che, in fondo, potevano essere apprezzate da chi era di destra. Pasolini andava fuori dagli schemi. Questa incomprensione – conclude – è sbagliata perchè Pasolini, con la sua grande capacità di anti vedere certi fenomeni o certi processi, avrebbe, anzi, dovuto essere considerato un vero testimone del suo tempo».

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.