Dalla rassegna stampa Personaggi

Il regista Roland Emmerich "È solo un giallo ma la storia non è un dogma"

Roland Emmerich, tedesco trapiantato a Los Angeles da oltre 20 anni, apertamente gay, iper-attivo e faceto, ha preso seriamente il caso Shakespeare…

LOS ANGELES – Roland Emmerich, tedesco trapiantato a Los Angeles da oltre 20 anni, apertamente gay, iper-attivo e faceto, ha preso seriamente il caso Shakespeare, al punto da ricostruire il Globe Theatre a Berlino e tornare a fare il topo di biblioteca, come da giovane. Anche se, ammette, «Anonymous è solo un thriller-mistery». La teoria di Emmerich è che un certo William Shakespeare è esistito davvero: era un attore di mezza tacca che sbarcava il lunario recitando nuovi drammi e commedie al Globe. Per mettersi in mostra, o per megalomania, proclamava di essere lui stesso l´autore di quelle opere. Secondo il film, il Conte di Oxford Edward de Vere, vero autore dei testi che appassionavano Londra, affidò al giovane Ben Johnson i suoi scritti, che lui temeva potessero diffamarlo (la nobiltà allora detestava i poeti) e lasciò che quello Shakespeare, bugiardo e imbroglione, fingesse di esserne l´autore.
«Dopo aver ricevuto il copione, scritto da John Orloff, ci ho pensato su per mesi» racconta Emmerich «Ovvio che l´idea di fare un film su Shakespeare, che io adoro, mi affascinava. Ho proposto il progetto alla Sony, ed è stato approvato con un budget di 40 milioni di dollari. Non pochi, intendiamoci, ma nemmeno tanti quando si tratta di un film d´epoca, in cui devi ricostruire tutto da zero».
Come ha risolto le difficoltà?
«Sono andato in Inghilterra per organizzare la pre-produzione, il budget però era salito 55 milioni. La Sony allora fermò il progetto. Ho risolto il problema grazie alla tecnologia digitale. Molti sfondi sono stati creati al computer. Così sono riuscito a realizzare il film con soli 26 milioni di dollari».
Secondo lei Anonymous dice la parola definitiva su un mistero che dura da secoli?
«Certo che no, il film non pretende di risolvere del tutto l´enigma. Anche se i miei studi hanno confermato il sospetto che dietro la firma Shakespeare ci fosse un gruppo di scrittori, poeti e drammaturghi, guidati dal Conte di Oxford, un gruppo che la stessa regina Elisabetta voleva controllare».
Ha trovato collaborazione su questa tesi da parte degli esperti?
«Lavorando su questo film ho visto quanta paura ci sia, tra gli studiosi e gli esperti, di toccare il mito Shakespeare: ma bisogna essere oggettivi e ammettere che la presunta verità storica non è un dogma religioso. Si parla di Shakespeare come fosse Gesù Cristo: guai negarne l´esistenza. Anonymous non è un film per chi crede solo nel catechismo».

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L´autore di “Amleto” e “Romeo e Giulietta” era il conte di Oxford, Edward de Vere È la tesi di “Anonymous”, che torna sulla reale identità del poeta. Scatenando polemiche

Chi fu il vero Bardo? Un film fa litigare Inghilterra e America

Campagna nelle scuole: con la sola licenza elementare non poteva scrivere quei capolavori…

ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA
dal nostro corrispondente
«Un´idiozia», tuona un critico. «Involontariamente ridicolo», ironizza uno storico. «Propaganda a fini di marketing», s´indigna il Times di Londra. Gli inglesi insorgono in difesa di quello che è forse il loro simbolo e patrimonio più importante: William Shakespeare. Anonymous, il film del regista americano Roland Emmerich che accusa Shakespeare di non essere il vero autore di Amleto e Romeo e Giulietta, rischia di scatenare una nuova guerra tra Gran Bretagna e Usa.
La pellicola hollywodiana, che esce nei cinema del Regno Unito il 28 ottobre (in Italia il 18 novembre), è basata sulla controversa teoria secondo cui fu Edward de Vere, 17° conte di Oxford, a scrivere i capolavori entrati nel canone occidentale come i drammi di Shakespeare. E questo passi, perché il cinema – soprattutto americano – non è nuovo a rivisitazioni della storia che non hanno molto a che fare con la realtà: dopotutto è fiction, spettacolo, show business, perché arrabbiarsi? Ma la Sony Pictures, casa produttrice del film, non si accontenta di mandarlo nei cinema: ha lanciato una campagna “educativa” nelle scuole degli Usa, un pacchetto di lezioni preconfezionate per insegnare ai liceali americani che «è impossibile credere che un uomo dotato soltanto della licenza elementare (vale a dire il Bardo di Stratford-on-Avon, ndr) abbia scritto le commedie, le opere e i sonetti attribuiti a Shakespeare». Non avrebbe più senso, domanda la Sony agli studenti, se l´autore fosse un aristocratico istruito nelle migliori scuole del regno, che viaggiava per l´Europa e conosceva da vicino la vita di corte? Emmerich, il regista, dà la botta finale dichiarando nelle interviste promozionali: «L´abbiamo girato per dimostrare che non sta bene mentire».
In altre parole, Shakespeare era un impostore, e a mentire con lui sarebbero tutti gli inglesi, che gli hanno dato retta creando un mito della letteratura. Ebbene, gli inglesi non l´hanno presa per niente bene. Una bordata di critiche, accuse, proteste accoglie da Londra il lancio di Anonymous. Lo storico Simon Schama definisce il film «involontariamente comico». Recensori di giornali ed accademici lo liquidano come «un´idiozia». Per il Times è «un´operazione di volgare propaganda per attirare più gente ai botteghini». E perfino un americano, il professor James Shapiro, docente di letteratura alla Columbia University di New York, uno dei massimi esperti su Shakespeare, spara a zero sul film: «A parte che non esiste un solo riferimento che colleghi De Vere alle opere di Shakespeare, il conte De Vere morì nel 1604, prima che venissero scritte La Tempesta e altri dieci commedie del Bardo».
La ricerca del “vero Shakespeare” dura da tempo: da Christopher Marlowe a Francis Bacon, in passato almeno 70 persone sono state indicate come gli autentici autori delle opere a lui attribuite. «Ma ci sono testimonianze sufficienti dei suoi contemporanei e altre prove che a scriverle fu proprio lui, l´attore figlio di un guantaio di provincia», afferma il professor Shapiro, notando che è questo che disturba i dubbiosi: «L´idea che un commoner, un plebeo, abbia potuto creare i versi più belli nella storia della letteratura mondiale». Un´idea contraddittoria per gli americani, a rifletterci. Ma fu proprio il Bardo ad ammonire: «Si dice che l´oro corrompa anche i santi». Per non parlare dei produttori hollywoodiani.

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