Dalla rassegna stampa Cinema

Piace alle donne, meno ai maschi "Shame" del videoartista inglese

Novanta minuti di nudi e sesso l´uomo secondo McQueen.

VENEZIA – Gli applausi sono soprattutto femminili, i fischi, pochi, esclusivamente maschili, e paiono voler confermare il titolo del film, Shame. Vergogna! Magari nella realtà anche al più probo degli uomini viene da ridere di certi eccessi erotici attribuiti a vecchi di potere, ma se per 99 minuti lo schermo è occupato da un perfetto nudo maschile che non smette un momento di fare quella cosa là, da solo, via Skype, in compagnia singola o doppia o tripla femminile non disdegnando anche maschile, un uomo, anche se non probo, si innervosisce. Contentissime invece le signore, che ormai liberate anche solo virtualmente, si entusiasmano per quel giovanotto di demoniaca bellezza come forse non hanno mai visto in tutta la loro vita, se non appunto al cinema.
Shame, in concorso, è il secondo film diretto dall´inglese di colore Steve McQueen, più noto come videoartista. Michael Fassbender è un trentenne di successo che abita a New York in un magnifico appartamento sul fiume Hudson e di notte svicola dalle avenue lussuose e lucenti per trovarsi nei vicoli cupi e sporchi dei postriboli e dei barboni. Da artista visivo, McQueen colora di grigioazzurro una città senza sole, le lenzuola e il piumino dove i pensieri non diventano sogni, il metro che accomuna la solitudine impaziente e desolata del protagonista a quella muta dei passeggeri sconosciuti.
In questa vita da cui ogni affetto è bandito, irrompe la sorellina Carey Mulligan, con cui Fassbender non ha rapporti da tempo. Lui apre la porta del bagno e se la trova davanti nuda e inerme, lei fa lo stesso e lo sorprende a masturbarsi. Non sappiamo perché tutti e due siano così infelici, autolesionisti, soprattutto così soli, non troviamo una ragione per cui nella notte in cui lui affonda in un inferno di frenesia sessuale, lei si taglia le vene di un braccio già pieno di cicatrici. «Noi non siamo cattivi, veniamo solo da un brutto posto» dice la sorella al fratello. Fassbender, già nel film di Cronenberg un ipocrita e sadico Jung, qui è geniale nell´esprimere con quella faccia bellissima, la massima disperazione mentre fa cose di cui di solito si gioisce. Bach eseguito da Glenn Gould accompagna le dolenti scopate.

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