Dalla rassegna stampa Sport

Mamma mia, dieci anni di volley in libertà . Mamma mia, dieci anni di volley in libertà .

La kermesse di sport gay al Parco Nord spegne dieci candeline: numerosi gli habitué che si sono giocati il titolo sotto rete. Il proposito per il futuro: “Aprire oltre il circuito omosessuale”

Volley Cinisello Balsamo, 4 settembre 2011 – Inossidabili. Come i loro beniamini «Mila e Shiro», protagonisti del celebre cartoon giapponese di pallavolo, a cui si ispirano per schiacciate e bagher da record. Ma rispetto ai colleghi di celluloide, i giocatori di «Mamma Mia», il torneo di pallavolo gay più seguito d’Italia, sono atleti veri. Con un’etichetta in più: gay. Il piccolo miracolo della competizione, che festeggia i dieci anni nella cornice del centro scolastico del Parco Nord a Cinisello, è aver consolidato un appuntamento imperdibile per la comunità omosessuale italiana e internazionale, mettendo da parte la bandiera arcobalerno e puntando i riflettori sullo lo sport, sulle sudate sotto rete e sulla voglia di portarsi a casa il primo premio.

«Siamo partiti da una nicchia, nell’ombra — ricorda Pietro Gambacciani, presidente di Gate Volley, l’associazione milanese che si allena in via Gorki e organizza la kermesse —. In dieci anni abbiamo conquistato il nostro posto al sole. Distinguendoci innanzitutto come atleti». Duecento quelli che hanno aderito alla manifestazione, numeri in flessione rispetto alle scorse edizioni: la crisi, purtroppo, si fa sentire anche in campo. Ma l’affetto per «Mamma Mia» è tanto, alcuni giocatori si sono iscritti senza formazione e sono confluiti in una squadra macedonia pur di essere presenti sul parterre di Cinisello. Tra questi, anche un gruppetto dalla Francia, ospiti dai giocatori del milanese grazie alla rete «bed and breakfast» allestita da Gate Volley.

Nonostamte il calo di iscritti, il «Mamma mia» presenta un consuntivo di tutto rispetto: cinque campi di gioco, intitolati alle grandi firme della moda, da Dior ad Armani («d’altronde, stiamo giocando nella capitale della moda»); 26 squadre in campo; tre giorni di eventi; tre livelli di gioco, dai professionisti della «A», che si disputano i punti a suon di numeri da stadio ai dilettanti della «C», che di numeri (e papere) ridono. In mattinata si sono svolti i duelli nei tre gironi, al pomeriggio i quarti fino alla finale per il podio. In campo dominano gli habitué: vincono le «Shu Shu Sista», team misto da tutta Italia in cui sono confluiti alcuni degli ex «Kondor delle Ande» di Torino, ori alla passata edizione; da Firenze «Pittimix», che nel 2010 ha ceduto il passo in finale ai padroni di casa, il «Gate Winx»; i «Ri-Belli», mamme e papà reclutati in un oratorio di Cusano, alla faccia dei pregiudizi, che in via Gorki giocano la loro battaglia contro la leucemia.

Alla premiazione i vincitori hanno condiviso il red carpet con Daniele Caravello, tesserato Gate Volley e stilista, che ha presentato i 16 capi la sua collezione beachwear uomo-donna ispirata al disastro nucleare in Giappone. E per il futuro, spiega Gambacciani, la ricetta del torneo sarà aprirsi al confronto: «Inviteremo altre squadre, anche al di fuori del circuito gay, per giocare insieme». E dimostrare che lo sport unisce davvero.


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