Dalla rassegna stampa Libri

Ivan Cotroneo: «Com’è ospitale questa terra»

Un solo e semplice bacio. Labbra di ragazzi che si sfiorano in modo tenero, persino innocente. Scintilla di un amore proibito…

Un solo e semplice bacio. Labbra di ragazzi che si sfiorano in modo tenero, persino innocente. Scintilla di un amore proibito che può scatenare nelle menti obnubilate dal pregiudizio il germe della violenza e dell’odio. Il terzo romanzo di Ivan Cotroneo, Un bacio, edito da Bompiani nel 2010, affronta il tema dell’omofobia, allontanandosi molto da Mine vaganti, il film di Ozpetek girato a Lecce sceneggiato dallo scrittore napoletano, vincitore del Globo d’Oro 2010 e candidato a David di Donatello e Nastro d’argento. «Questa è una vicenda di cronaca nera successa nel 2008 negli Stati Uniti -afferma Cotroneo -, una storia forte, dura, di violenza incomprensibile. L’ho ambientata in Italia perché mi sembrava proprio il momento di raccontare una vicenda di questo tipo» . Un romanzo a tre voci, Lorenzo e Antonio, due adolescenti, e Elena, la loro insegnante di italiano. Lorenzo si innamora del compagno di classe, lo corteggia, gli fa regali. Antonio mal sopporta le attenzioni del compagno di classe, è convinto di essere diventato lo zimbello della scuola. La sua reazione sarà violenta, eccessiva, una risposta spropositata dettata più dal pregiudizio altrui che dal proprio. Un salto nel noir e nel giallo psicologico per l’autore di una serie tv di culto gioiosa e scacciapensieri come Tutti pazzi per amore col barese Emilio Solfrizzi. Oggi, a due anni dalle riprese di Mine vaganti, Cotroneo ritorna in Puglia, al lido Pizzo di Gallipoli per presentare il suo ultimo libro nell’ambito di «Spiagge d’autore» , il festival della letteratura itinerante promosso da Confcommercio Puglia. «Veramente sono stato qui anche l’anno scorso, per conto mio, in vacanza -ci tiene a precisare -, sono sempre felice di tornare in questa terra accogliente, tra l’altro non lontano da dove Ferzan ha girato alcune delle scene al mare di Scamarcio e compagni» . Quel film ha dato forse una svolta decisiva alla sua carriera. «Non so davvero. Mine vaganti mi ha fatto lavorare con un regista che ho sempre apprezzato, Ozpetek. Il successo ben venga, per me l’importante è che le storie che amo scrivere raggiungano il maggior pubblico possibile» . E ci riuscirà probabilmente con il debutto dietro la macchina da presa (prima di tornare alla tv con la terza serie di Tutti pazzi per amore e la nuova fiction Rai Una grande famiglia) con un film tratto dal suo libro La kryptonite nella borsa, ritratto lisergico della Napoli anni 70, in parte autobiografico, di cui Cotroneo sta ultimando il montaggio: «Probabilmente uscirà a novembre» , annuncia. Lo ha già battezzato «un Little Miss Sunshine alla partenopea» con tanto di supercast (Zingaretti, De Rienzo, Golino, Capotondi, Gifuni) e produttori dal pedigree di razza, Francesca Cima e Nicola Giuliano. Un successo assicurato. Nicola Signorile

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