Dalla rassegna stampa

Coppie di fatto, scontro sul registro

Majorino: preparo la proposta. Belletti: iniziativa ideologica

LO STRAPPO
L’assessore alle Politiche sociali accelera. Il Forum: ma così s’indebolisce la famiglia L’aula del consiglio comunale a Palazzo Marino (Ansa)

« È l’attuale giunta che in materia di famiglia crea delle contrapposizioni ideologiche. La sinistra ha appena bocciato tutte le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli a carico. E ora Majorino che fa? Vuole istituire un registro delle coppie di fatto creando uno strumento che si aggiunge a quelli già esistenti per la tutela dei conviventi, come la legge 6/2004 per l’assistenza ospedaliera, le polizze assicurative o le scritture private davanti ad un notaio» ha commentato così il consigliere comunale Matteo Forte del Pdl le parole dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino che ieri è stato a Padova per «prendere appunti sul buon governo del sindaco Flavio Zanonato » e farsi raccontare di come è stato realizzato il registro delle unioni di fatto nel capoluogo veneto. Sembra quasi un colpo di acceleratore quello dell’assessore Majorino rispetto a quanto annunciato dal sindaco Giuliano Pisapia in un’intervista al settimanale Tempi del 27 luglio, che ribadiva «l’assenza di una tempistica» per il registro e insisteva sulla necessità «di affrontare altre urgenze».
Majorino va avanti per la sua strada: «Il prossimo 7 settembre, farò questa riunione con tutte le realtà del mondo omosessuale, prima di mettere a punto questa sperimentazione che è un’azione di stimolo da parte degli enti locali, affinché il governo provi a risolverla. Me ne assumerò totalmente la responsabilità e poi la presenterò al resto della giunta», con la consapevolezza che sarà una questione che dividerà.
Prima di allora, però, l’assessore vorrebbe che si aprisse un dibattito «con chi è lontano dalle mie posizioni, con chi può aiutarmi a capire un altro punto di vista». E sul confronto il Forum delle associazioni familiari non si tira indietro: «Il provvedimento ci vede assolutamente contrari, ci sembra un’iniziativa ideologica che rischia di indebolire la centralità della famiglia così come riconosciuta dall’art. 29 della Costituzione – ha commentato Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari –. L’utilità del registro è assolutamente dubbia, è invece certo che genererà molta ambiguità sull’importanza della famiglia come soggetto pubblico. Forse bisognerebbe essere più prudenti nel mettere mano a livello amministrativo a valori che sono esplicitamente e chiarissimamente espressi dalla nostra carta costituzionale. Chiediamo al sindaco Pisapia e all’assessore Majorino di ripensarci, ma siamo assolutamente disponibili a un incontro tecnico ». Non mancano le critiche da parte dalla Lega all’istituzione del registro delle coppie di fatto: «L’opera di distruzione del welfare milanese continua a passo spedito, arrivando perfino ad ipotizzare un ritocco alle graduatorie di accesso delle case popolari per favorire le unioni civili e di conseguenza tutte i nuclei familiari “alternativi”, compresi quelli omosessuali – ha commentato Massimiliano Bastoni, consigliere del Carroccio a Palazzo Marino –. Con un passaggio del genere l’assessore alle famiglie, e non alla famiglia, farebbe strike completo, mettendo in ultima fila i nuclei tradizionali con figli, che evidentemente sono giudicati poco moderni dall’attuale amministrazione. Possono anche tingere di tutti i colori dell’arcobaleno questa città ma le pagliacciate a danno delle famiglie milanesi le vadano a fare da un’altra parte».
L’esponente della giunta Pisapia a Padova, dove l’albo è già stato realizzato, «per prendere appunti» Bastoni (Lega): «L’opera di distruzione del welfare milanese continua a passo spedito»

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daCorriere della Sera

Sfida – Via al registro sul modello di Padova e agli Stati generali «arcobaleno»

Coppie di fatto, Majorino: unioni civili e diritti sociali

Case pubbliche, graduatorie aperte alle famiglie gay

MILANO – Milano arcobaleno. Metropoli gay friendly oppure, per dirla con l’assessore Pierfrancesco Majorino, semplicemente «città europea». Per andare in Europa si parte però da Padova. L’assessore alle politiche sociali incontra il sindaco veneto Flavio Zanonato per farsi raccontare l’esperimento del registro delle unioni civili, l’anagrafe delle coppie di fatto. Prima tappa. La seconda è fissata per il 7 settembre quando Majorino incontrerà, a Milano, tutte le realtà del mondo gay, lesbico e trasngender (Glbt). Dagli Stati generali «arcobaleno» uscirà una prima proposta che dovrà poi essere presentata al resto della giunta e al sindaco Pisapia.

Forme e modalità del «registro» si decideranno dopo l’estate: «Decisivo è che esista una sede dove si possa fisicamente registrare l’avvenuta unione». «Un atto però tanto importante quanto simbolico – ammette lo stesso assessore – se non viene integrato da concrete politiche di welfare». Politiche sociali. Già, ma quali? Un paio d’esempi. «La passata amministrazione ha attivato un bando destinato alle giovani coppie per finanziare con cinquemila euro l’acquisto della prima casa. Benissimo. Credo però che bandi come questo in futuro debbano essere aperti a tutte le coppie. Sposate e non. Etero e non».

La questione della casa, dunque. Con Aler e Regione bisognerà anche rivedere il criterio di assegnazione degli alloggi popolari. Aprendo le graduatorie anche alle coppie non sposate. C’è un terzo punto su cui Majorino insiste con particolare puntiglio. Il Comune dovrà dotarsi di un ufficio antidiscriminazioni. Uno sportello antiomofobia. Per raccogliere segnalazioni e per offrire informazioni di natura legale. «Esiste già in altre città italiane e sta dando buoni risultati».

Eccola, la Milano arcobaleno. La città che a fine giugno, con Pisapia appena arrivato a Palazzo Marino, ha concesso per la prima volta il suo patrocinio al Pride. Nel suo ufficio il neoassessore ha appeso in bella mostra il riconoscimento della Milk Foundation, la fondazione intitolata all’attivista americano celebrato dal film di Gus van Sant. E le famiglie tradizionali, assessore? «Questa contrapposizione deve finire. Noi siamo impegnati tutti i giorni nel sostegno alla famiglia, a partire dalle politiche a sostegno della maternità e della paternità. Estendere i diritti alle coppie gay non vuol dire in nessun modo trascurare le altre famiglie».

Andrea Senesi

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