Dalla rassegna stampa Libri

Guglielmina e Angelica - L’amore lesbico nell’Italia dell’Ottocento

La storia di due italiane che dissentono dalla legge etero patriarcale e che al contrario di Garibaldi, non obbediscono ma continuano a lottare: un romanzo di Alessia Muroni

Piemonte e Sicilia, due regioni unite dal conflitto e dal confronto attraverso la passione di duecognate, Gugliemina e Angelica, nel bel romanzo storico di Alessia Muroni fresco di stampa Le circostanze dell’amore (Il dito e la Luna). L’affresco di una Sicilia sensuale luogo del possibile ma a prezzo del silenzio, e perfino della vita, è ben anticipato.
Nel 1898 la famiglia piemontese Carmontel in viaggio per ilmatrimonio tra Federico e la siciliana Sofia d’Almaviva sta per raggiungere Villa Galateria nei pressi di Scopello. La villa stessa, edificata nel XVII secolo, fin dal suo nascere sembra racchiudere i semi del futuro. È definita «scrigno » capace di custodire un gran tesoro, vale a dire una bellissima e giovanissima moglie di cui l’antenato costruttore della magione era geloso fino allo stremo. La prigionia della moglie durò dieci anni e sette figli, prima che la donna si togliesse la vita. E pare che fosse stata sorpresa in intimità con una cognata, una delle sorelle del marito che aveva il compito di farle da guardiana.
Le due protagoniste de Le circostanze, Guglielmina e Angelica, non si suicidano, per fortuna: la prima appassionata di studi di botanica tocca vertici di felicità dinanzi alla vista del mare siciliano color viola, mentre la seconda anticonformista, fumatrice, assorbita da cavalli e scuderie, ha un dolore dentro che non trova il proprio nome. Alessia Muroni (membro della Società italiana delle storiche) con perizia e amore del contesto ricostruisce scenari e atmosfere, ispirandosi per il menu del pranzo di nozze al banchetto offerto nel 1875 dalla città di Palermo all’imperatore Gugliemo I di Germania.
E riesce, lanciandosi nel romanzo, a legare ieri e oggi, unendo luoghi diversied epoche distanti grazie allo scavo emotivo che dà ali alla sua scorrevole penna. Il XIX e il XXI secolo si saldano restituendoci una storia di Italia all’ombra di quella ufficiale.
«In tanto parlare della Unità di Italia – fa notare Margherita Giacobino nella postfazione -, qui si parla finalmente della unità, o unione, delle italiane, perlomeno di quelle italiane che dissentono dalla legge etero patriarcale, e che al contrario di Garibaldi,non obbediscono deponendo le armi, bensì continuano a lottare». I segni della lotta si annunciano con sguardi, sorprese, misteriose attrazioni: «All’uscita dell’appartamento trovarono ad attenderle Angelica. Seguendola nel corridoio Guglielmina la osservò.Nonaveva mai conosciuto una ragazza simile. Forse era ilmodoin cui si muoveva, i passi grandi, la prestanza fisica». Ma anche l’incanto dei luoghi è preludio all’estasi dell’amore. Un trionfo di sogno, carnalità, raffinatezza e oriente è la visita di Guglielmina alla serra moresca, progettata in stile arabo. Dove, attraverso la passione del barone d’Almaviva per le orchidee, la giovane cognata assapora la sensualità del mondo che lei già ama e che l’aspetta: «Sognò ancora quel luogo. Era nella nebbia,manonera sola, e si sentiva tanto, tanto felice».
L’idillio sarà tormentato, dalla presenza dell’amante di Angelica, che Guglielmina scruta, spia, vuole surclassare, dal nondicibile, dalle circostanze che tendono a vederle destinate a pretendenti di sesso maschile, ma anche da due modi diversi di vivere e lottare. Carica di dolore e di ineluttabilità Angelica, sebbene palesemente audace; più giovane, gelosa, inesperta, ma forte Guglielmina.
La doppia faccia di una Italia bisognosa di ricomposizione.

—————

L’Uganda ci prova via leggi omofobe dall’agenda del Parlamento

La mobilitazione è stata generale e fortissima. Il disegno di legge che proponeva la pena di morte per gli omosessuali «recidivi», l’aumento delle pene per gli atti omosessuali (da un minimodi 14anni di carcere all’ergastolo), sanzioni in caso di dibattiti pubblici e misure per genitori, docenti e medici di persone omosessuali che non ne denuncino l’orientamento sessuale, è scomparso dall’agenda del parlamento ugandese. Amnesty International e Human Rights Watch avevano lanciato un appello al parlamento dell’Uganda a respingere il disegno di legge, presentato nel 2009, che avrebbe potuto essere votato prima della chiusura del vecchio parlamento. Intanto il presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986, ha giurato a Kampala per un nuovo mandato di 5 anni. Lo stop dunque potrebbe non essere definitivo.
L’Uganda continua ad avere bisogno dell’attenzione del mondo. In questi giorni, l’attivista gay Kasha Jacqueline Nabagesera ha vinto il prestigioso Premio «Martin Ennals» per i Diritti Umani, intitolato all’avvocato britannico che diventò il primo capo di Amnesty International. La Commissione del Premio, promossoda10organizzazioni internazionali, l’ha insignita per «il suo coraggio nonostante le molestie subite sul lavoro». In gennaio il suo partner politico David Kato è stato ucciso subito dopo aver dichiarato a un giornale la propria omosessualità.
Tre mesi prima dell’assassinio, il giornale Uganda Rolling Stone aveva pubblicato le foto di diverse persone che avevano dichiarato di essere gay, tra cui l’attivista Kato, con il titolo Impicchiamoli. Il nome della Nabagesera era nella lista. Lei è apparsa in una tv nazionale denunciando che, a causa delle minacce e dei maltrattamenti, era costretta a cambiare casa e non rimanere troppo a lungo nello stesso luogo.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.