Dalla rassegna stampa Libri

Ma come sono infantili gli adulti di Fortunato

…Fortunato racconta un mondo che conosce da vicino: consapevole che «le maschere sociali (…) aiutano a sopravvivere». Ma che, a contare molto di più, è «la natura di cui siamo fatti»….

Con Allegra Street siamo in una Londra che pullula di feste, cocktail e mostre d’arte contemporanea: tra Chapel Street, Belgrave Square e, soprattutto, Montrose Place.
Gli anni sono i nostri: in un giro stretto di tempo che va dalla morte della gatta Celia a quella della piccolissima Lucrezia, che cessa di vivere pochi istanti dopo essere nata, a causa di un’emorragia provocata dal distacco della placenta. Un giro stretto: ma portandosi dietro -con le sue euforie, sì, ma anche i non pochi traumi-, i quattro anni precedenti, per metabolizzarne le verità, quando, appunto, Celia viveva con Carlo e Paula, chissà se colmando la loro solitudine. Il quarantenne Carlo, «l’adolescente» che non ha «mai smesso di essere»: numero 2 dell’ambasciata italiana. La trentenne Paula e la sua joie de vivre, «elegante e insieme pratica», modello «Jackie O»: tra ristoranti di lusso, appuntamenti mondani e shopping compulsivo.
Attorno alla coppia ruota un piccolo mondo raffinato e cosmopolita, d’élite: il famoso scrittore Alan, provetto padre di famiglia che racconta però solo storie omofile; sua moglie Lavinia, che rifiuta di leggere i romanzi del marito, impegnata nella crescita ecocompatibile dei suoi figli; Mavis, amica del cuore di Paula, direttrice in carriera d’una piccola ma autorevole casa editrice; i mondani Simon e George e il loro amico francese Olivier; Jonathan, il giovane amante di Paula, che fa saltare i già precari equilibri della coppia; Antoinette Bower, la saggia settantenne che sogna di scrivere un bestseller sulla sua felicissima storia coniugale e ha un talento straordinario per le relazioni sociali. E poi: il brasiliano Sergio, d’irresistibile sensualità; la domestica Mary, che pare fisicamente un transessuale ma non lo è, con una coda di spiacevoli e esilaranti equivoci; Odette, dalla risata fragorosa, l’inseparabile assistente di Carlo. Infine, tra molti altri ancora, il giardiniere Gabriele, l’unico eterosessuale senza inquietudini, e che, forse per questo, paga come personaggio lo scotto d’una certa naïveté.
Non starò a indugiare sulle tante storie che s’intrecciano e si rivelano, per così dire, nel rovescio di se stesse: lo scrittore non chiede né adesioni, né rifiuti e il lettore giudicherà da sé. Fortunato racconta un mondo che conosce da vicino: consapevole che «le maschere sociali (…) aiutano a sopravvivere». Ma che, a contare molto di più, è «la natura di cui siamo fatti».
Una natura, occorre aggiungere, striata da tutte le incertezze, complicazioni, ambiguità, di cui la cultura è il portato e il risultato: tale da renderci, sul diagramma della vita, l’incognita che noi siamo soprattutto per noi stessi. Il punto saliente del romanzo sta, però, altrove: nel leggerissimo e distanziante humor -se ne potrebbe dare ampia campionaturache lo scrittore impiega di continuo per ridimensionare l’importanza del sesso e mettere così in sordina la tirannia del desiderio rivelandocelo tale e quale in se stesso: il contrario esatto, cioè, delle tragedie che può provocare. Con un avvertimento che riguarda la felicità, il suo risiedere nel nostro non sapere d’averla posseduta quando la possedevamo. Come sa Carlo, che, appunto, ribattezza Montrose Place Allegra Street: «seppe che tutta la felicità di quei giorni lontani non l’avrebbe abbandonato: era come una riserva aurea, che gli avrebbe permesso di non intristire mai».

Mario Fortunato
ALLEGRA STREET
Bompiani. Pagine 252. Euro 16.50 Mario Fortunato

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.