Dalla rassegna stampa Libri

Marino Buzzi all’esordio con la narrativa

…Nonostante i temi trattati è un libro leggero, scorrevole e, spero, piacevole. Lo consiglierei a tutte e a tutti coloro che hanno voglia di leggere una bella storia. Magari a coloro che vogliono riflettere senza perdere il sorriso…

Marino Buzzi sei all’esordio con un primo romanzo a tematica lgbt. Che cosa racconti in Confessioni di un ragazzo perbene (Ed. Luciana Tofani)?

È la storia di Michele, un trentenne omosessuale che perde il lavoro lo stesso giorno in cui apprende della scomparsa di uno dei suoi migliori amici. Da questo momento in poi la sua vita non sarà più la stessa. È una storia profondamente umana in cui ho cercato di raccontare, in modo ironico, divertente e a tratti agrodolce, i problemi delle nostre quotidianità. Troppo spesso le persone omosessuali vengono dipinte come “altre”. Ma siamo qui, con i nostri desideri, le nostre aspirazioni, i nostri problemi e la nostra voglia di diritti. Tutto questo esce nel libro. L’amicizia, l’amore, il desiderio di paternità, la precarietà del mondo del lavoro e molto altro.

A chi lo suggeriresti?

Nonostante i temi trattati è un libro leggero, scorrevole e, spero, piacevole. Lo consiglierei a tutte e a tutti coloro che hanno voglia di leggere una bella storia. Magari a coloro che vogliono riflettere senza perdere il sorriso.

Oltre che come scrittore sei impegnato nella militanza lgbt. Sei molto attivo contro le terapie riparative. Perché?

Quello delle terapie riparative è un tema che mi sta molto a cuore. Non posso accettare che qualcuno, a causa dei propri pregiudizi, della propria intolleranza e della propria ignoranza, ci giudichi o ci consideri “malati”. I veri malati sono gli omofobi. Soprattutto non posso accettare che a queste terapie vengano sottoposte persone minorenni. Per questo motivo, insieme alla dottoressa Paola Biondi, abbiamo fatto tradurre in italiano una ricerca APA sui danni derivanti dalle terapie riparative che sarà presto disponibile in rete.

Anche sull’omofobia è facile imbattersi in rete in tue dichiarazioni contro l’omofobia…

Non potrebbe essere altrimenti. Se vogliamo far cambiare le cose dobbiamo lottare, metterci faccia e idee, non avere paura e, soprattutto, smetterla di nasconderci.

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