Dalla rassegna stampa

Unioni omosessuali in chiesa, fioccano i «no»

La comunità anglicana e cattolica unite nel rifiuto dell’iniziativa del ministro delle Pari opportunità Lynne Featherstone

Londra – L e unioni omosessuali potrebbero essere presto celebrate anche in una chiesa o altro luogo di culto. È quanto desidera il ministro delle Pari Opportunità Lynne Featherstone che la prossima settimana presenterà al governo un progetto di legge che abolisce il divieto di celebrare le nozze gay nei luoghi religiosi della Gran Bretagna. Nel piano non esiste però l’obbligo, per le chiese che non lo desiderano, di celebrare tali unioni.
L’iniziativa, che intende rivedere e ampliare la legge sulle unioni civili, ha subito provocato nel Paese un acceso dibattito. Sia la Chiesa anglicana che quella attolica hanno infatti già confermato che non permetteranno l’uso delle loro chiese. «Abbiamo assistito a molta speculazione da parte della stampa – ha detto ieri ad Avvenire un portavoce della Chiesa Cattolica d’Inghilterra e Galles – ma ancora non conosciamo i dettagli specifici della proposta del governo. Quando questi dettagli saranno pubblicati, risponderemo anche noi in maniera più dettagliata. La posizione cattolica rimane quella che il matrimonio può solo esistere tra un uomo e una donna».
Attualmente in Gran Bretagna le cerimonie di unioni civili si svolgono esclusivamente in ambienti secolari ma non è ancora chiaro se le unioni civili in ambienti religiosi potranno contenere elementi come lettura di passaggi della Bibbia e se potranno essere chiamate effettivamente “matrimoni”. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è legale in Gran Bretagna ma le unioni civili sono state introdotte nel 2005 e queste conferiscono ora alle coppie gay la stessa protezione legale delle coppie sposate. L’annuncio della Featherstone è stato accolto con favore, oltre che dalle associazioni omosessuali, dai gruppi religiosi minoritari come gli unitari, gli ebrei liberali e i quaccheri che già da tempo accettano nei loro luoghi di culto le unioni omosessuali, mentre ha provocato forte dissenso nella Chiesa anglicana dove la maggior parte dei membri resta contraria. I capi della confessione hanno infatti già fatto sapere che non intendono ospitare nei propri luoghi unioni omosessuali. Cercando di gettare acqua sul fuoco ieri pomeriggio un portavoce del Ministero delle Pari opportunità ha ribadito che «non è nostra intenzione forzare una confessione religiosa a fare qualcosa che è contraria alla propria fede». Ieri anche l’arcivescovo di York John Sentamu ha invitato alla cautela. «Credo in una democrazia liberale – ha detto alla Bbc – e credo nella parità dei diritti ma non credo che sia giusto dire alle Chiesa cosa debba fare. Non si possono garantire diritti che pestano su altri diritti». Più tardi un altro portavoce della Chiesa d’Inghilterra si è detto preoccupato per la confusione e l’impatto che potrebbero scaturire da un tale cambiamento e ha espresso un sonoro rifiuto a «benedire le unioni civili», aggiungendo inoltre che «qualsiasi cambiamento in merito potrà essere apportato solo dopo un’attenta e appropriata considerazione di tutte le problematiche a esso connesse». La nuova legislazione coprirebbe anche le sinagoghe e le moschee anche se l’omosessualità è bandida dall’islam e dal giudaismo ortodosso. Ieri il Rabbino Yitzhak Schochet, della sinagoga di Mill Hill nel nord di Londra ha detto «che i matrimoni dello stesso sesso non hanno posto in nessun luogo di culto».

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