Dalla rassegna stampa Cinema

Guadagnino: giusto candidare Virzì all’Oscar?

…Negli Stati Uniti il suo film ha incassato 5 milioni di dollari e al box office americano è il terzo film di lingua non inglese e ha avuto una nomination ai Golden Globe…

CAPRI — Tifa per il film di Virzì, ma nella corsa agli Oscar avrebbe visto meglio il suo film. Il regista Luca Guadagnino ha confessato al festival Capri Hollywood la sua grande delusione per l’esclusione del suo film Io sono l’amore al quale è stato preferito La prima cosa bella di Paolo Virzì scelto per rappresentare il cinema italiano. «La commissione italiana che ha detto no al mio film preferendo quello di Virzì è ancora convinta di aver fatto la scelta giusta?» , si è chiesto ieri Luca Guadagnino. Negli Stati Uniti il suo film ha incassato 5 milioni di dollari e al box office americano è il terzo film di lingua non inglese e ha avuto una nomination ai Golden Globe. «Tifo per Virzì e gli auguro di entrare nella cinquina dei candidati all’Oscar perché sarebbe un riconoscimento storico per il cinema italiano, sbattuto di qua e di là da una politica governativa criminale» . Premiato a Capri da Dario Argento con l’International Boxoffice Award, ha confessato di essere onorato di ricevere il premio dal maestro del cinema horror italiano anche perché è stato proprio grazie a lui che ha cominciato ad amare il cinema. «Tuttavia — ha aggiunto Guadagnino, che è stato giurato all’ultimo festival di Venezia — non sono io che dovrei digerire la questione Oscar. Piuttosto è la commissione che dovrebbe chiedersi se è ancora così convinta della scelta fatta nonostante i fatti dicano il contrario. Io sono l’amore ha avuto 30 tra premi e nomination del percorso che conduce all’Oscar, dal British Indipendent Film Award alla Film Critics Association» . La tragica storia d’amore raccontata da Guadagnino è ambientata nell’alta borghesia milanese ed è interpretata da Tilda Swinton, Alba Rohrwacher, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini. «Comunque è già un bel risultato essere arrivati alla soglia dei Golden Globe con un film profondamente italiano e che rimanda ad un certo tipo di nostro cinema amatissimo nel passato e di cui si sono perse le tracce con l’avvento della tv commerciale di Berlusconi» . Se al regista di Melissa P. e The Protagonists, nato a Palermo, algerino d’origine e milanese d’adozione, è sfuggita la possibilità di concorrere agli Oscar, resta la possibilità del festival di Berlino. «Stiamo aspettando una risposta per Inconscio italiano, un documentario realizzato con l’Istituto Luce in cui racconto la tragica avventura del regime fascista in Etiopia negli anni 30» . Biagio Coscia

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