Dalla rassegna stampa Libri

Flavio che ha due mamme. Viaggio alla scoperta delle famiglie arcobaleno

Un libro di Mimma Scigliano sui diritti negati di tanti genitori …Non ha più senso parlare quindi di “famiglia” ma molto più coerentemente è necessario rendere plurale la parola e quindi affrontare la realtà delle varie tipologie di “famiglie”…

Sono trascorsi alcuni decenni dalle prime proteste e dalla nascita delle prime associazioni del movimento omosessuale (o meglio lesbico-gay-bisex-trans) italiano senza grossi risultati dal punto di vista legislativo se si esclude la norma che consente il cambio di sesso (legge 164 del 1982). Fortunatamente è comunque cambiata la società e la visibilità delle persone non eterosessuali è aumentata soprattutto dopo il Pride mondiale del 2000, tenutosi a Roma in concomitanza con l’anno santo. Molte proposte di legge per il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso sono state bocciate dal Parlamento e la sentenza della Corte Costituzionale di quest’anno ha frenato le speranze di chi vuole accedere al matrimonio così come è previsto per le coppie eterosessuali. Il concetto di famiglia tradizionale è ormai definitivamente messo in discussione da quello di famiglia allargata e dalle famiglie omogenitoriali. Molte indagini sociologiche hanno evidenziato l’alto numero di coppie omosessuali e di conseguenza anche la presenza o meno di figli, nati da precedenti relazioni eterosessuali di uno o di entrambi i partner o facendo ricorso a varie tecniche, non legali in Italia, ma diffuse in molti Paesi e soprattutto negli Stati Uniti. Non ha più senso parlare quindi di “famiglia” ma molto più coerentemente è necessario rendere plurale la parola e quindi affrontare la realtà delle varie tipologie di “famiglie”. Mimma Scigliano, giornalista attenta ai cambiamenti sociali, ha scritto Amori senza diritti (Zona, pp. 152, euro 15,00) che propone “storie di coppie omosessuali con figli” e quindi fornisce una serie di testimonianze che evidenziano l’esistenza di famiglie differenti da quella tradizionale ma che non hanno ancora nessun tipo di riconoscimento legale. Come dice una delle protagoniste di queste storie, la giovane Martina, la famiglia è un nucleo sociale composto da persone che si amano e quindi i sentimenti assumono un valore fondante per la qualità della vita, per il raggiungimento della felicità che non dovrebbe essere negata a nessun essere umano. Martina ha una sorella, Morena, una sorella speciale, la figlia di Valentina che è la compagna di sua madre Roberta. Questa famiglia si è formata sette anni fa e adesso Martina, che è diventata maggiorenne, così racconta la sua vita: «Nella nostra famiglia si ride, si piange, si litiga e si sta insieme come in tutte le altre. Considero Morena mia sorella. Abitiamo insieme, mangiamo allo stesso tavolo, non litighiamo mai – litigo di più con la mia migliore amica – e soprattutto ci sentiamo vicine. Mamma ed io siamo molto unite, specialmente da quando è morto papà, ci assomigliamo molto: ma nella nostra vita precedente eravamo sempre di corsa e ci perdevamo le cose semplici, che hanno la loro importanza. Con Valentina, l’altra mamma, le ho recuperate e, paradossalmente mi sento più seguita». Ma ci sono anche le vite e gli amori di Lilli e Stella e della loro bambina; di Laura e Marilena mamme di Flavio; di Massimo e Giovanni tornati dalla California con due gemelli; di Luca e Francesco Paolo che aspettano di diventare padri; di Monia che ha avuto una figlia con Anna ed ora vive un nuovo rapporto con Patrizia; di Liliana e Carmela, venti anni insieme e una figlia, Sofia; di Ilaria e Antonella, impegnate per i diritti civili e per un futuro migliore alla loro Vittoria. La seconda parte è dedicata ad una storia un poco più complessa che ruota intorno a Giovanni e Saverio. Così spiega l’autrice:« Sei anni fa, assolutamente per caso, la mia strada incrociò quella di Giovanni e Saverio, due uomini con cui condivido un rapporto di reciproco affetto e familiarità. Considero loro, come tutti gli altri che man mano si sono aggiunti alla mia famiglia allargata, dei fratelli, anche se il sangue non ha lo stesso Dna. Tutti gli anni vissuti insieme e il mio viaggio nelle “famiglie arcobaleno” rafforzano la mia convinzione che non basta riempirsi la bocca della parola “famiglia”. Le famiglie esistono nei fatti e si misurano con il sostegno e l’aiuto reciproco, in mancanza del beneplacito legale o morale». Nel nostro Paese si calcola che i figli di genitori omosessuali siano almeno centomila. Sono genitori una lesbica o un gay su 20. La metà delle coppie dello stesso sesso senza figli ne vorrebbe avere almeno uno.

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