Dalla rassegna stampa Cinema

Quelle serate romane allo Zanzibar per essere se stesse

Nell’ambito del Tekfestival stasera al Nuovo Cinema Aquila verrà proiettato il documentario di Monica Pietrangeli e Francesca Manieri sullo storico locale lesbico

Ci vediamo stasera al Nuovo Cinema Aquila? «Oddio, non lo so se ce la faccio, dopo la gravidanza sono diventata troppo emotiva». «Francesca non possiamo perderlo, c’è un pezzo di noi». Francesca e Loredana erano molto innamorate all’inizio degli anni 80. Avevano appena 20 anni, entrambe iscritte a Psicologia. Erano legate a due ragazzi, un po’ per confusione un po’ per salvare le apparenze, ma il vero amore era tra loro. Con la scusa della politica qualche sabato sera lasciavano i compagni e andavano allo Zanzibar. «Ti ricordi come eravamo matte? ».

Questa sera alle 20.30 al cinema Nuovo Cinema Aquila a Roma, nell’ambito della rassegna Tekfestival, si rivedranno. Verrà proiettato il film Zanzibar, una storia di amore di Monica Pietrangeli e Francesca Manieri (2009), un montaggio, cui la nostalgia a tratti prende la mano, di immagini di repertorio e testimonianze rilasciate da alcuni volti storici del movimento lesbofemminista. Ascoltiamo Edda Billi, Simonetta Spinelli.A ricordare è anche Valeria Viganò che vediamo alla consolle nel ruolo di dj.
Nelle immagini girate allora da Tiziana Mazzi con una telecamera comperata con gli ultimi risparmi, ci sono Rosanna Fiocchetto, Felicitas Nusselein, e tante altre. Le foto sono di Franca Zacchei. A raccontare è Dodi Conti. La dedica è a Nicola, scomparsa cinque anni fa, che chiude il documentario con il suo bel volto e i capelli sulle spalle come ali. Tratti cui lei stessa si era ispirata per disegnare il logo del locale, immagine rimasta «per sempre », come dice Tiziana, a ricordare anni di vita e sogno.
A Zanzibar andavano tutte: le politiche, dal lessico più o meno astruso che serviva anche a fare colpo, le coatte, descritte con una certa superiorità da chi troppo spesso per lasciarsi andare aveva bisogno del via libera dell’ideologia. Non mancavano le «ricche», che offrivano champagne. C’erano le butch e le femme, cioè le coppie ruolizzate secondo il paradigma etero, le donne- uomo e le donnissime. E Francesca e Loredana? «Noi eravamo semplicemente pischelle al secondo anno di università, cercavamo di capire qualcosa di comunicati e manifestazione, e ci divertivamo un sacco ».
Tiziana e Nicola erano le sorelle maggiori, tenaci, costanti, un po’ ombrose, decise ad aprire un locale per donne a Roma dopo un viaggio in America. Pronte a molto, forse a tutto. Basti pensare all’irruzione che fece la polizia una sera di grande affollamento rinvenendo nei divani coca ed eroina arrivate lì chissà come e ai giorni passati in carcere. L’assoluzione sarà con formula piena, ma il penitenziario non si dimentica. Tiziana ricorda con quel suo fare distaccato, ironico, delicato, che l’ha salvata da tanti naufragi: «Lì abbiamo incontrato donneche maiavremmopotuto conoscere ». Nicola alla cassa, Tiziana alla porta, le serate si aprivano con una sigla, la pista era piccola ma con un enorme specchio, le donne ballavano, si abbracciavano, pomiciavano, se la tiravano, facevano politica, ritrovandosi nelle manifestazioni dietro lo striscione «le donne con le donne possono». «Certe serate erano proprio belle, abbiamo preso forza, e siamo andate in giro per il mondo», ricorda Francesca. «Fu proprio dietro lo striscione che per la prima volta ci siamo date un bacio», dice Loredana. «Certo, te la facevi sempre sotto dalla paura! ». Francesca tiene per mano la sua bambina, concepita sette anni fa in Francia e cresciuta con la compagna della maturità. Loredana è sposata con un architetto. Questa sera andranno al cinema.

SIENA
Verba volant, scripta queer
Prima edizione della rassegna sulle tematiche del gender, dal 14 al 16 maggio, organizzata dal movimento pansessuale. Venerdì alla libreria Becarelli si parlerà della letteratura cheparladiamoretradonneconDelia Vaccarello,maanche di racconto trans con Porpora Marcasciano, vice presidente Mit che chiuderà domenica le iniziative.

ROMA/1
«Macadamia nut Brittle»
Spettacolo sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere al Piccolo Eliseo dal 18 al30maggio. Unafavola crudele sull’adolescenza diretta da Stefano Ricci, tra reality show, logiche da discount applicate alla vita, photo shooting di moda e citazioni pop. Il calendario è fitto: a giugnosarà in Macedonia, aottobre a Torino, a novembre a Parigi.

FIRENZE
Preghiere contro l’odio
Da domani al 16 maggio settimana di preghiera contro l’omofobia, che si chiuderàconil cultoecumenicoal Tempiovaldese,organizzatadall’Associazione «Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità ». «Vogliamo sottolineare l’importanza del riconoscimento della dignità di omosessuali e transessuali in quanto persone».

ROMA/2
Il Convegno
Il 12 e 13 maggio alla Sapienza (Aula Magna della facoltà di Psicologia) si terrà un convegno su omosessualità e transessualismo, un’analisi contraria alle terapie riparative, per una sessualità libera da ogni stigma e marginalizzazione. Il convegno è «autorganizzato» e autofinanziato. Necessitano fondi. Info su iosonoioscorro. blogspot.com

10/5/2010

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