Dalla rassegna stampa Cinema

Ewan McGregor

Magrissimo, con quella faccia un po’ scocciata e un po’ distratta di chi ha messo lo zampino nei maggiori blockbuster degli ultimi anni, dal cavaliere Jedi di Star Wars al camerlengo di Angeli e demoni …Una commedia gay dolce e divertente, martoriata dall’ostracismo distributivo americano che ne …

Partendo da cult di nicchia degli anni ’90 come Piccoli omicidi tra amici e Grazie, Signora Thatcher , e tra loro il “maledetto” (a dire il vero, a rivederlo oggi, sembriamo tanto ingenui noi che lo adorammo, ndr) Trainspotting che lo rese celebre grazie «a una nuotata nella merda. Bella metafora, e poi dicono che non ho fatto la gavetta!». Lo humor di Ewan McGregor è quello di uno scozzese simpatico e irrequieto, che si trova a far parlare di sé in film molto discussi e che non sembra amare molto le interviste.
Ne L’uomo nell’ombra (nelle sale italiane il 9 aprile), solido film di genere in cui è il protagonista (Il “ghost writer” del titolo originale, senza nome ma con troppi segreti da scoprire), a far notizia è il regista, Roman Polanski. In Colpo di fulmine-Il mago della truffa (“I love you, Phillip Morris” il titolo originale, in Italia una settimana prima, il 2 aprile) fa coppia fissa con Jim Carrey che per lui è disposto a evadere, farsi mettere in manette (in tutti i sensi), truffare chiunque. Una commedia gay dolce e divertente, martoriata dall’ostracismo distributivo americano che ne ha preteso tagli e “normalizzazioni” e che qui esce “solo” per l’illuminata Lucky Red (autrice insieme a Liberazione del ciclo di dvd “Family Gay”).

Polanski. Non ha voglia di parlarne, ma questo film sembra una sua vendetta contro l’America. Lei cosa ne pensa?
Non desidero parlare della situazione che vive ora Roman, per rispetto di tutti e in particolare di una persona con cui ho lavorato benissimo. Per quanto riguarda il film, se è vero che Robert Harris (autore del libro che ha ispirato la pellicola, “Il ghost writer”, ed. Mondadori) ha pescato dalla nostra attualità post 11 settembre e si è ispirato per Adam Lang, l’ex primo ministro di cui il mio personaggio deve scrivere le memorie, a Tony Blair, io credo che a Roman sia piaciuto quello che ho amato io: la limpidezza della scrittura e il fatto che tutto era chiaro fin dalle pagine scritte da Harris e poi dalla loro sceneggiatura.

Cosa l’ha appassionata di più della storia?
Che sia un intreccio che ha molto del cinema classico e di genere, Hitchcock in testa. Certo, poi si raccontano vicende che negli ultimi anni sono avvenute spesso (un rapimento illegale di presunti terroristi, con tortura a morte, dei servizi segreti inglesi per conto della Cia, ndr ) e non credo che si possa parlare di vendetta. Ma di cinema che parla del mondo in cui siamo.

Allora ci racconti di Polanski regista, che esperienza è stata?
Formativa e potente. Roman è uno che ti spinge al limite, chi lavora con lui deve dare tutto, anzi anche qualcosa in più. E’ un regista totale che si mette dietro la macchina da presa, che vuole seguire ogni dettaglio produttivo, che controlla persino il magazziniere, ogni momento dell’opera dev’essere sotto il suo controllo. Direi che, se ho recitato bene, lo devo per il 50% a lui, vista la cura con cui mi ha istruito sul personaggio.

Lei è nato al cinema come cattivo ragazzo, ma ora le fanno fare l’eroe. Le pesa?
No, perché non è vero. Mi prendono per fare il buono, ma anche quello che deve solo far finta di esserlo. Per questo ho amato molto il personaggio di Iago a teatro e anche quello del camerlengo per Ron Howard in Angeli e Demoni . Hanno uno spessore che colpisce l’attore e lo spettatore alla stessa maniera.

L’impressione è che ora si scelga con più cura le parti, per dare una svolta alla carriera. Un film indipendente e scottante, poi un grande autore.
Confesso che in questo sono un po’ arrogante. Nonostante l’età (saranno 39 anni il 31 marzo) ho sempre prestato poca attenzione agli alti e bassi della carriera e a quello che la gente pensa. Ecco perché evito sempre le recensioni. Ho poche certezze e la costante preoccupazione di perdere anche quelle!

Un piccolo scherzo in chiusura: il bacio e la storia con Jim Carrey sono molto appassionati. Sa che molte l’hanno invidiata? C’è stato qualche imbarazzo fra di voi?
Jim bacia bene, posso confermarlo (ride). Nessun imbarazzo, pensi che uno che ha interpretato Curt Wilde (l’alter ego di Iggy Pop in Velvet Goldmine ) possa averne? Scherzi a parte, quella di I love you Phillip Morris è soprattutto una storia d’amore. Divenuta un caso politico perché il mondo è molto più arretrato del cinema.

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