Dalla rassegna stampa Personaggi

Pasolini e il capitolo sull’Eni Indagano i carabinieri

Veltroni: rischia di diventare un altro mistero d’Italia

Sulla vicenda del capitolo scomparso di Petrolio, romanzo di Pier Paolo Pasolini pubblicato postumo nel 1992, indagheranno i carabinieri. Lo ha annunciato ieri il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi a Montecitorio, rispondendo a un’interrogazione urgente dell’ex segretario del Pd Walter Veltroni, che già nei giorni scorsi aveva sollecitato l’intervento delle Forze dell’ordine.

Antefatto: di quel capitolo, intitolato «Lampi su Eni» e di cui si discute da anni (si tratta, nell’edizione Einaudi, dell’«appunto 21», seguito da spazi bianchi e al cui testo si fa però esplicito riferimento nel prosieguo del romanzo) si era tornati a parlare da circa due settimane, dopo il clamoroso annuncio del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri di aver visionato una settantina di cartelle su carta velina di quel testo.

Dell’Utri, appassionato bibliofilo, in alcune interviste aveva anche annunciato la possibile presenza delle pagine fantasma all’interno della Mostra del Libro Antico a Milano, da lui promossa nei giorni scorsi. «Un privato, del quale adesso non posso rivelare l’identità — aveva inizialmente detto il senatore — ha messo a disposizione il capitolo». Del «fascicolo trafugato», come lo ha definito Dell’Utri, in mostra però non c’è stata traccia (su un eventuale furto in casa Pasolini dopo l’assassinio del poeta a Ostia nel 1975, la famiglia si è divisa: una parte, quella che ha anche da sempre negato l’esistenza del testo, nega pure il furto; altri confermano).
Si è poi più volte discusso, nelle ultime ore, dello stretto legame tra il romanzo (quelle pagine in particolare) e il caso-Mattei, vicenda tra le più oscure della storia italiana recente: la morte in un incidente aereo nel 1962 del presidente dell’Eni, la successione alla guida dell’ente petrolifero di Eugenio Cefis (nel libro Pasolini avanza sospetti su responsabilità di quest’ultimo) con anche possibili risvolti legati all’omicidio dello scrittore.

Veltroni, che nell’interrogazione ha citato passi da interviste di Dell’Utri — il quale ha parlato di «pagine inquietanti con feroci accuse a Cefis», di «materiale che scotta» e di «giallo che si collega ad altri enigmi: la morte di Mauro De Mauro (giornalista ucciso dalla mafia, ndr) e quella dello stesso Pasolini» — si è anche chiesto come mai il senatore, che il capitolo esista o si tratti di un «falso», non abbia avvertito l’autorità giudiziaria. Se il manoscritto esiste «è illegale che qualcuno lo abbia», ha detto Veltroni. Nell’altro caso, ovvero «se qualcuno è andato da Dell’Utri e gli ha proposto un falso», ha aggiunto l’esponente del Pd, «comunque si tratta di qualcosa di illegale» e «in ogni caso ci troviamo di fronte a una fattispecie di reato».

«Era doveroso rispondere alla sua interrogazione — ha replicato Bondi a Veltroni— considerata l’importanza che questa vicenda può avere sulla morte di Pasolini e su alcuni aspetti della nostra storia». Oltre agli accertamenti affidati ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, Bondi ha anche spiegato di aver parlato con Dell’Utri, il quale «ha confermato quanto comunicato nelle scorse settimane». «Il senatore — ha poi aggiunto il ministro — sarebbe stato contattato da una persona che gli avrebbe mostrato il manoscritto… Dopo la risonanza che questa notizia ha avuto sulla stampa, questa persona non avrebbe più preso contatti con lui». Versione riconfermata da Dell’Utri, che criticando Veltroni ha parlato di «strane speculazioni più che altro politiche».

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Quei due volumi sul «mistero Cefis»

PAOLO DI STEFANO

Come si sa, la promessa di esporre, nella Mostra del Libro Antico, le carte scomparse di Petrolio è andata in fumo. Della questione pasoliniana relativa al suo romanzo incompiuto rimane in vetrina una testimonianza importante: il libro che Pasolini utilizzò come fonte di Petrolio, Questo è Cefis, del misterioso Giorgio Steimetz edito da Emi nel ’72, scomparso e a tutt’oggi introvabile. Stesso destino di un altro libro che nella mostra affianca quello di Steimetz: si intitola L’uragano Cefis, autore un fantomatico Fabrizio De Masi (introduzione del fantomatico Pier Crescenti), ed è un altro pamphlet contro il futuro presidente di Montedison. Solo una sigla editoriale sul dorso: EGR. Il resto, sia al piede della copertina sia all’interno, è sbianchettato: dunque ne rimangono ignoti data d’uscita e editore. Dalla copertina e dalla grafica si direbbe il gemello di Steimetz (entrambi i testi sono stati offerti a Dell’Utri dalla stessa persona che diceva di possedere il capitolo di Petrolio). Ecco la quarta di copertina: «Questa è la storia mediocre di un uomo mediocre. Un personaggio, il tutto, un bric-à-brac d’avventura e coraggio, d’iniziativa e profitto, di ambiguità e malafede. Un’indagine spietata del Sistema Cefis (…). Un signore o un ciarlatano? L’uno e l’altro? Questo libro non lascia adito a interrogativi inevasi».

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