Dalla rassegna stampa Cinema

TORNA IL CARO VECCHIO WOODY

“Basta che funzioni” – Allen caustico, divertente e intelligente come nei suoi lavori migliori

E’ tornato Woody Allen, quello grande, quello di una volta. Basta che funzioni è un distillato perfetto del meglio dell’attore- regista. Ci sono tutti gli ingredienti suoi classici: un drappello di personaggi chiusi in ambiente socio-culturale circoscritto, una comunità di ebrei, un protagonista brontolone, cinico, micro megalomane, pieno di sé, discussioni infinite intorno aun tavolo, scorci della Grande Mela, una serie crescente di battute fulminanti e di dialoghi spiazzanti (tipo: «Dio è gay» – dice uno,«mache dici – risponde l’altro – ha creato il mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi…», «infatti – chiosa il primo – è un arredatore »), un concentrato di umorismo yiddish, una sagace scorrettezza, una esasperata considerazione dell’abiezione dell’uomo medio, senza qualità.
Insomma il meglio di Woody Allen, come da tempo non si vedeva più (soprattutto dopo una serie di film alternati, divisi tra storie ambiziose e corali, come Match Point, e piccoli esercizi di stile come Vicky Cristina Barcellona).Macom’è possibile che quel vecchio geniale brontole di Allen abbia così felicemente ripreso, intatta, quella verve sua comica, fulminante, lucida e disperata, cinica e spietata? Semplice: la sceneggiatura di Basta che funzioni risale a trentfanni fa, quando Allen la scrisse per Zero Mostel, il gigantesco attore ebraico, morto prematuramente nel 1977. Allen abbandono il progetto, perche profondamente legato alla figura di quel grande comico, per lui fonte di ispirazione. Pero, dopo la parentesi europea, e forse perche a corto di nuove idee, ha deciso di rimettere mano a quella sorta di piece teatrale in forma cinematografica, garantito dalla presenza di un attore in grado di cogliere lo spirito intimo di quella comicita dfantan. Parliamo di Larry David, il cui personaggio Curb, della fiction per Hbo Curn Your Enthusiasm, si sarebbe prestato perfettamente a rappresentare lfinvariante depressione del lucido cinico Boris Yellnikoff. Questo e il nome – tutto un programma – del protagonista di Basta che funzioni, il cui titolo e anchfesso un programma di vita, un atteggiamento esistenziale di rimessa, fulcro finale di una intensa riflessione filosofica, centrata sul accontentiamocidi quel che abbiamo perche tutto il resto fa schifo. Ma Boris Yellnikoff non si accontenta. E un fisico di fama mondiale, esperto di meccanica quantistica che ha sfiorato per soffio il Nobel. Ha una moglie bella, intelligente, colta e ambiziosa. Un appartamento lussuoso nei quartieri alti.
IL MONDO FA SCHIFO
Tutto e perfetto, ma per una mente geniale comeBoris (cosi lui si definisce), e la vita stessa anon essere perfetta, e soprattutto il comune genere umano. Tenta il suicidio,mafallisce. Divorzia e si trasferisce in uno scuro appartamento del Village. Li ammorba gli amici con le sue teorie sullfinsignificanza del genere umano. Ma un giorno tornando a casa, incontra una ingenua ragazzetta del Missisipi, biondina e stupidina (Evan Rachel Wood), che sperduta aNewYork, gli chiede aiuto. Lui lfaccoglie restio e poi lentamente la inizia al suo pessimismo cosmico. Prende il via, cosi, unfesilarante storia di formazione intellettuale ai ádanniâ della piccola indifesa, che accoglie con entusiasmo queste lezioni improntate al piu puro cinismo. E questo e solo lfinizio…
Woody Allen da sfogo al suo pensiero critico, puntando il suo dito indignato sulle stupidita del mondo, e non senza una buona dose di auto- ironia. Lfunico problema, forse, e che questo mondo ridicolo che tanto egli addita, alla fine gli piace. La suanon e una critica dallfinterno, radicale anche se ironica,maun gigioneggiare geniale, galleggiando sui relitti lussuosi di quella modernita occidentale. Anzi, newyorchese…

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.