Dalla rassegna stampa Libri

«Dante e l'omosessualità. L'amore oltre le fronde»

Dante e l’omosessualità, un accostamento che farà storcere il naso a qualcuno e incuriosirà qualcun altro, di certo però l’agile saggio di Aldo Onorati non passerà inosservato perché affronta un tema quanto mai attuale, l’omosessualità appunto….

Dante e l’omosessualità, un accostamento che farà storcere il naso a qualcuno e incuriosirà qualcun altro, di certo però l’agile saggio di Aldo Onorati non passerà inosservato perché affronta un tema quanto mai attuale, l’omosessualità appunto. Non che tale “questione controversa” sia tipica della nostra epoca, tant’è che l’autore incardina un ragionamento intero sul presunto pensiero di Dante circa gli omosessuali, dimostrando quantomeno che già secoli addietro la “questione” era altresì presente. Onorati affronta in particolare la realtà dei sodomiti che il Sommo Poeta colloca all’Inferno.
Il punto di partenza della disamina è il V canto, quello celebre di Paolo e Francesca, i cognati adulteri, che si trovano nel cerchio dei lussuriosi, per fare poi un raffronto sempre più sottile con altri generi di peccatori, giungendo infine ai sodomiti. Tra gli altri passaggi significativi, Onorati esamina in particolare il canto XV, dedicato a Brunetto Latini, colui che Dante saluta come uno dei suoi maestri, e il canto XVI che narra dei tre fiorentini protagonisti del medesimo peccato.
“Brunetto” afferma l’autore “è fra i sodomiti, ma Dante ben presto lo pone a se stante, lo qualifica indipendentemente dal suo peccato… L’omosessualità del personaggio non inquina la sua grandezza morale”. Questo punto, della grandezza morale, è infatti il tema di fondo che traspare dal saggio. Continua Onorati: “Dante condanna tutti i sodomiti, compresi questi tre e Brunetto Latini, che, però, stima a livello umano… Mentre Dante è turbato dalla realtà commuovente di Paolo e Francesca, nella quale si ritrova in quanto uomo… riguardo i sodomiti, a cui tributa onore assieme a Virgilio, egli è su un piano di lucida considerazione: non è turbato dalla loro storia di omosessuali, che non racconta, bensì dalla durezza della pena, che mette in modo speculare, ancorché separato, coi meriti umani, morali, l’onestà, la lungimiranza del loro agire quando furono vivi”.
In altri termini, dalla sottile esegesi dantesca, affiora sempre più un doppio livello di analisi del Poeta il quale, da una parte, per tutto una serie di peccatori (l’avaro, l’usuraio, il violento, il raggiratore, l’assassino, il negriero, il ladrone…), ritiene che abbiano un “difetto cardinale, che non può essere separato dall’aspetto etico… sono perciò peccatori devianti” e, dall’altra, considera diversamente personaggi come Latini, nei confronti del quale nutre una reverenza che và al di là del peccato in sé.
Dalla lettura di Onorati emerge così un profilo del Sommo Poeta quale uomo controcorrente per i suoi tempi, anche nei confronti dei “sodomiti”, suggerendo un aspetto centrale per lui quanto per il mondo contemporaneo: l’idea cioè di non considerare l’omosessualità, o il peccato, come problema ma la moralità in sé, la stessa che, in ultima analisi, fa sì che l’anima venga dannata o salvata.

«Dante e l’omosessualità. L’amore oltre le fronde» di Aldo Onorati
Anemone purpurea editrice, 99 pagg. Euro 12

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