Dalla rassegna stampa Cinema

Al Far East Film Festival: Departures, Oscar come miglior film straniero

Si è svolto in questi giorni il grande appuntamento del Far East film festival di Udine dedicato al mondo del cinema orientale fra i film presentati Departures Oscar come miglior film Straniero del 2008

Nella 4 giornata della 11 edizione del Far East Film Festival, l’annuale convention italiana dedicata al mondo del cinema orientale, che si tiene dal 24 aprile al 2 maggio a Udine è stato presentato, Departures (Okuribito) del regista Takita Yojiro, il film Oscar 2008 come Miglior Film Straniero ( battendo fra gli altri l’Israeliano Valzer con Bashir ), davanti ad un pubblico accorso in massa per vederlo, e rimasto impressionato dalla qualità e bellezza dell’opera

Il film è basato su una storia particolarissima… scritta dallo stesso attore protagonista, Motoki Masahiro: la storia di un funerale, la storia di un nokanshi. La storia della ricerca della felicita. Anche se si intreccia con la storia di un divorzio fra due persone che si amano molto.

I funerali giapponesi sono una realtà che gli occidentali raramente sperimenteranno nella loro vita, o forse mai nel quale hanno un ruolo centrale le figure dei nokanshi (letteralmente, maestro di deposizione nella bara), un professionista che lava e riveste la salma. Non si tratta di un semplice lavoro di “ripulitura” ma di un compito dal rituale raffinato, eseguito con gesti sapienti ed eleganti, che comunica anche compassione per il defunto.

Questo – sembra dire senza parole ai congiunti – non è semplicemente un corpo senza vita, ma una persona degna di rispetto e di amore. Con la sua perizia, egli restituisce al defunto le sembianze della vita.

Il protagonista del film, Kobayashi Daigo interpretato dall’attore Motoki Masahiro è, all’inizio del film, un nokanshi. Il film è la sua storia. Ed è la storia di un funerale molto particolare: quello di un giovane transessuale, morto come donna, anche se i suoi parenti si sono scordati di informare del fatto Daigo ed il suo capo che lo scopre solo mentre stà effettuando la preparazione ( la scoperta, del sesso della salma ha il tono divertente tipico della vena di humour macabro del regista del film Takita)

Il film inizia con il protagonista Daigo, violoncellista in un’orchestra che è stata appena sciolta, con pochi soldi decide di tornare al nord, nella casa che la madre, morta solo due anni prima gli ha lasciato a Yamagata. Daigo in cerca di lavoro finisce per rispondere ad un’agenzia,che crede, inizialmente un’agenzia per viaggi, anche se la gioiosa e appariscente receptionist (Yo Kimiko) gli rileva subito che loro spediscono i clienti all’altro mondo non nelle isole del Pacifico.

Accetterà di essere assunto nel piccolo ufficio del nokanshi locale anche per l’ottima paga, ma si troverà a dover fare i conti con un passato ritenuto ormai dimenticato e con i tabù di cui è intrisa la società nipponica e da cui viene influenzata anche sua moglie Mika interpretata da Hirosue Ryoko.

Mentre lentamente Daigo – chiuderà i conti con il suo passato, da bambino era stato abbandonato dal padre e lasciato solo dopo la morte della madre amatissima – prenderà coscienza e consapevolezza del valore del suo lavoro, così disprezzato dalla comunità e così necessario alle persone lentamente il filo forte che lo lega a sua moglie Mika, interpretata da Hirosue Ryoko, verrà eroso e infine spezzato.

La moglie di Daigo gli chiederà di scegliere fra i morti o lei.

Grande, come si è detto, l’impatto sul pubblico della proiezione sul pubblico, del film si esce storditi..

Il regista Takita Yojiro, che ha una oramai lunga carriera alle spalle (iniziata nel 1985) ha realizzato il soggetto scritto dallo stesso attore protagonista del film, Motoki Masahiro, in una maniera particolarmente interessante: le macchine da presa accompagnano l’apprendistato del nokanshi, un lavoro considerato impuro ma necessario alla comunità in un modo lieve, come riferisce l’inviato di Cineblog… non esente da difetti formali ma questo lo rende ancor più affascinante. La regia poco invasiva segue la crescita di Daigo e di sua moglie, l’attrice in vista della necessaria catarsi finale, e lo fa con una sensibilità, una levità rara e commovente. Con semplicità segue l’apprendistato del protagonista come nokanshi, mestiere tanto poetico e delicato quanto avverso e disprezzato dalla gente della strada perché considerato impuro. Silenziosamente, senza enfasi, la macchina da presa cattura il rituale, quasi magico, della pulitura, della vestizione e del trucco del dipartito. Il tutto sotto gli occhi commossi e in lutto di familiari e amici, dapprima diffidenti nei confronti del nonkanshi, quindi grati e pieni di nuova consapevolezza

Departures ha vinto ben 78 premi ed è stato, a sorpresa, campione di incassi in patria. Il film è uscito in Giappone nel settembre dello scorso anno; nel resto del mondo, a partire da Israele, le date di distribuzione sono già state fissate..

In Italia per ora non è stata fatto nessun annuncio per un film molto bello ma difficile…

Nel Blog del Faer Film Festival ( dove sono presenti molti video e diverse interviste ad attori e conferenze stampa ) il produttore esecutivo del film Yasuhiro Mase spiega le difficolta di questo film (per realizzare il quale ci sono voluti sei anni,le difficolta degli attori,il suo rapporto con il festival)

Supereva.it

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