Dalla rassegna stampa Arti visive

Fotografia Erotica - James Bidgood - Fotografo e regista, celebre per il particolare e deliberato uso del kitsch

… “Pink Narcissus”, girato da Anonimo, divenne un classico del cinema d’essai, assumendo nel corso dei tre decenni successivi alla sua uscita lo status di un film leggendario, e nonostante fosse proiettato in festival del cinema in tutto il mondo, il suo creatore rimase ignoto..

Si dice che Pierre et Gilles e David LaChappelle siano i suoi “eredi artistici”, anche se Bidgood la considera una esemplificazione. Di certo lui è stato un precursore di una “corrente” onirica e fantastica che i due fotografi hanno -ciacuno a proprio modo- fatto propria.

Diversamente, egli si ritiene debitore di George Quaintance le cui illustrazioni lo affascianavano in giovane età, e che lo stimolarono ad esprimersi attraverso la fotografia.

Nelle ultime esposizioni delle opere di Bidgood, una selezione di fotografie tratte dalla sua serie di photoplay e alcuni fotogrammi tratti dal “Pink Narcissus“, il film che per alcuni versi può essere considerato un cult della cinematografia omosessuale dell’epoca. Ma non fù Bidgood a completare il film.

Le riprese in interno furono girate nel suo appartamento preso in affitto a Manhattan Midtown, dove tutt’ora abita, così come la maggior parte delle fotografie tratte dallo stesso film, tra il 1963 e il 1970. Costruì set fantastici con colori vibranti e arredi scenici e costumi esagerati. In questi mondi fabbricati Bidgood diresse una visione cinematica che alternativamente celebra e condanna una serie di argomenti tabù che spaziano dall’omosessualità alla religione. Ha creato quasi 40 anni fa le sue “realtà costruite”; ha anticipato e influenzato artisti quali Pierre et Gilles, Paul McCarthy, Cindy Sherman, Tracey Moffat, e Gregory Crewdson.

Nei primi anni ‘50, all’età di 18 anni, James Bidgood giunse da Madison, Wisconsin, a New York City, dove iniziò a lavorare in varie rappresentazioni teatrali sperimentali fuori Broadway e in spettacoli di varietà in night-club creando anche gli allestimenti e i costumi. Si dedico alla fotografia di nudo maschile -parziale o integrale- privilegiando i modelli palestrati. Presto la sua creatività lo fece emergere, le sue immagini acquisirono quella caratteristica cromatica e fantasiosa che caratterizzò la sua produzione.

In seguito Bidgood trovò impiego come vetrinista e si iscrisse alla Parsons School of Design, da cui ottenne riconoscimenti per eccellenza. Con questa laurea divenne il costumista della “New York Junior League”, “Mardi Gras Ball”: per le donne d’alta società che si presentavano a questo ballo annuale, ideava e creava abiti da sera che rivaleggiavano quelli di Ziegfeld.

Creò una collezione di riproduzioni storiche di costumi che ora è di proprietà del Museum of the City of New York. A partire dai primi anni ‘60, Bidgood complementava la sua attività nel campo della moda lavorando come fotografo libero professionista per le riviste sulla figura pubblicate da Joe Weider ed altri: spesso usando il suo materiale della Junior League, e con questo creava set elaborati e costumi per i modelli maschili che fotografava nel suo piccolo appartamento di New York. Nel 1963 Bidgood iniziò a dirigere il film “Pink Narcissus”, terminato ben otto anni dopo.

Nel 1971 i produttori, divenuti impazienti coi lunghi tempi di Bidgood, gli tolsero il film di mano, portando così Bidgood a esigere che il suo nome non comparisse nella versione distribuita, la quale era stata editata e abbinata a musiche senza la sua partecipazione.

“Pink Narcissus”, girato da Anonimo, divenne un classico del cinema d’essai, assumendo nel corso dei tre decenni successivi alla sua uscita lo status di un film leggendario, e nonostante fosse proiettato in festival del cinema in tutto il mondo, il suo creatore rimase ignoto.

Sembra che le opere di Bidgood siano maggiormente conosciute in Europa, che negli States. Lo stesso autore ne ebbe dimostrazoone in diversi momenti, nel 1970 all’epoca dell’uscita del film “Pink Narcissus” e nel 1984 con la pubblicazione da parte della Taschen. Se il pubblico europeo apprezza la sua unica opera, di rimando James Bidgood apprezza il linguaggio di Federico Fellini, in particolare “Roma” e “Amarcord”. L’aspetto surreale delle atmosfere felliniane e la capacità di generargli forti emozioni.

Nel 1999 la Benedikt Taschen pubblicò Bidgood, una retrospettiva illustrata dell’opera dell’artista, la quale ha inaugurato un rinnovato interesse per la sua carriera, con mostre di nuove riproduzioni delle sue prime fotografie. Bidgood sta mettendo insieme diversi brani per l’adattamento audio di una recente sceneggiatura basata sulla sua vita. Ora, per il 25°, la Tashen lo ha ristampato ( per chi fosse interessato: http://www.amazon.com/dp/3836514524/?tag=your_modetoni-20 ).

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