Dalla rassegna stampa

Gay nazional-socialisti e gay nazional-liberali. Che c'è di strano

… il proprio orientamento affettivo e sessuale non ha nulla a che vedere con la fede politica, semplicemente perché l’uno rappresenta una condizione innata, mentre l’altra è dovuta alla libera scelta e convinzione dell’individuo…

Il nazismo rappresentò la persecuzione più cruenta per gli omosessuali tedeschi, verso i quali era applicato rigidamente il paragrafo 175 del 1871 inasprito nel 1936; a circa 6.000 gay fu cucito su una giacca un triangolo rosa e quindi vennero inviati nei Lager dove molti trovarono la morte.
Adolf Hitler utilizzò la scusa dell’omosessualità e del sospetto tradimento (le prove presentate al Fuehrer da Goebbels erano false) per far fuori il capo delle SA Ernst Roehm, unica persona in grado di minacciare la sua carriera: Hitler ordinò alle SA di riunirsi presso un hotel in Baviera e la notte fra il 29 e il 30 giugno del 1934 vi fece irrompere le SS con lo scopo di arrestare tutti e sparare a chi avrebbe posto resistenza.
Fino ad allora la Germania veniva dipinta spregiativamente dai giornali e dalle classi politiche straniere come un alcova di omosessuali, specialmente dopo il terribile scandalo gay della Tavola Rotonda del 1907, denunciato dal giornalista ebreo Harden: vi erano rimaste coinvolte le massime cariche dello Stato ed in particolare il principe von Eulenburg, amico intimo e consigliere dell’imperatore, il cancelliere imperiale von Buelow, il comandante militare di Berlino von Moltke e persino i figli dello stesso Kaiser.
L’affaire della “Tavola Rotonda” ebbe ripercussioni politiche catastrofiche (qualcuno lo mette fra i motivi dell’entrata in guerra della Germania) e da quel momento tutti gli scandali omosessuali europei ed italiani vennero chiamati della “Tavola Rotonda”.
Il giornalista e deputato socialista Guido Podrecca vi scrisse pure un libello, Lo scandalo della Tavola Rotonda in Germania, che inizia con un solenne “I tedeschi nulla hanno inventato, nemmeno la pederastia. Ma tutto hanno sviluppato e prodotto su larga scala, soprattutto la pederastia”
L’omosessualità, intesa come condizione vissuta in modo emancipato, era comunque molto diffusa nella Germania pre-nazista, tanto che nella sola Berlino del 1933 erano stati censiti ben 130 locali per gay e che in un suo discorso del 1937 il comandante delle Forze di sicurezza, Heinrich Himmler, parlò dell’esistenza di associazioni gay per un totale di due milioni di iscritti ed andò fiero degli arresti fatti sotto la sua guida: in sei mesi abbiamo portato davanti ai tribunali più casi noi che il praesidium della polizia di Berlino nei precedenti venticinque anni.
Ripensando ai Triangoli Rosa ed alle persecuzioni degli omosessuali da parte di Himmler verrebbe automatico sostenere, come fanno molti, che il nazionalismo sia per definizione anti-omosessuale.
La storia però ci insegna che sono le dittature in generale a non tollerare il diverso orientamento affettivo e sessuale: si pensi all’Unione Sovietica, dove sono finiti nei gulag assai più gay che nei lager tedeschi, ma anche a Pinochet, a Guevara e a Castro, ai paesi comunisti africani, a quelli asiatici ed anche tutte quelle “dittature” dei paesi ove ancora oggi vige il fondamentalismo religioso.
In tema di diritti delle persone omosessuali nessuno che si riconosca in un’ideologia politica può permettersi di contrabbandare le proprie radici ideologiche per omofile.
Bisogna quindi avere un approccio del tutto diverso: il proprio orientamento affettivo e sessuale non ha nulla a che vedere con la fede politica, semplicemente perché l’uno rappresenta una condizione innata, mentre l’altra è dovuta alla libera scelta e convinzione dell’individuo. Poi ad ognuno spetta decidere come e in che grado far convivere in sé stesso le due realtà, se con un equilibrio armonioso o se rinunciando alla propria serenità o alle proprie convinzioni.
Ed è per questo che non riesco a capire tutto questo fracasso per la possibile omosessualità di Joerg Haider. O per caso qualcuno può accusarlo di essere stato omofobo e quindi di predicare bene e razzolare male?
Il capo della BZOE non è stato l’unico omosessuale della destra nazionalista, segno che non è inconsueto trovare persone con un orientamento omosessuale che ritengono giuste per i problemi della società soluzioni diverse da quelle passateci dall’Internazionale Comunista.
Penso alla figura di Pim Fortuyn, leader del partito olandese Leefbaar Nederland, che prima di essere assassinato nel 2002 era omosessuale dichiaratissimo.
Come pure non si vergognavano di essere omosessuali Michael Kuehnen, leader della destra neonazista tedesca, morto a 36 anni di Aids e Michel Caignet, revisionista ed esponente nel neonazismo francese, a 26 anni ustionato gravemente con l’acido da quattro militanti sionisti. Ed era gay anche Yukio Mishima, genio della letteratura giapponese, toltosi la vita con il seppuku nel 1970.
Ma allora se non c’è nulla di strano nell’essere gay e di destra, perché oggi Haider è soprattutto, solamente un omosessuale? Tutte le sue motivazioni e le sue idee politiche (condivise o avversate che siano) scompaiono davanti al sospetto della sua presunta omosessualità e questo la dice lunga su come alla plebaglia interessi più sapere il chi va a letto con chi piuttosto che il messaggio politico di quella persona.
Haider un politico che ha vinto alle elezioni? Macchè… Haider era in un locale gay prima di schiantarsi con l’auto.

da Rinascita


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