Dalla rassegna stampa Cinema

BARON COHEN, IRRUZIONE IN PASSERELLA

Il ciclone Borat travolge anche le sfilate milanesi

Milano. Scompiglio sulle passerelle milanesi per la presenza di Sacha Baron Cohen, l’attore inglese già protagonista del dissacrante giornalista kazako Borat e ora calato nei panni dell’austriaco Bruno, protagonista del suo prossimo film, in uscita a maggio, che si dovrebbe intitolare «Bruno: Delicious Journeys Through America for the Purpose of Making Heterosexual Males Visibly Uncomfortable in the Presence of a Gay Foreigner in a Mesh T-Shirt». Sacha Baron Cohen e i suoi erano stati accreditati alle sfilate dalla Camera della moda milanese sotto il nome della casa di produzione americana e anche come giornalisti. Così, l’altro giorno sono riusciti ad avere accesso al backstage della sfilata di Iceberg. Qui l’attore, coperto da un telo di velcro, ha finto di avere un attacco epilettico e ha cominciato a buttarsi sugli stendini appendiabiti, scatenando l’ira dello stilista Paolo Gerani, che lo ha bloccato e fatto mettere alla porta dalla sicurezza. Ieri, invece, «Bruno» e la sua troupe hanno fatto irruzione alla sfilata della spagnola Agatha Ruiz De La Prada. Coperto dal solito mantello di velcro, da cui spuntavano scarpe e giubbotti appesi ad altri abiti, l’attore subito dopo l’inizio del defilé si è materializzato a sorpresa al centro della pedana, dimenandosi come un ossesso. La security ha trasportato via di peso il comico, preso poi in custodia dalla polizia, che lo ha portato in commissariato per l’identificazione. Come in un film, subito dopo essere stato bloccato e chiuso in una volante, l’attore ha chiesto agli agenti: «Posso fare una telefonata?». Trenta minuti in commissariato, il tempo di fare arrivare il passaporto britannico dall’albergo, e Baron Cohen è stato rilasciato. È riapparso poco dopo, alla sfilata di Normaluisa, questa volta perfettamente calato nei panni del tipico giornalista di moda: completo di pelle, occhiali pitonati, borsa dorata e movenze da gay (nella foto). Questa volta, gli organizzatori e la security hanno scelto di lasciar perdere e «Bruno» ha potuto girare indisturbato nell’orto botanico di Brera, fermando e baciando diversi ospiti della sfilata, cui – sempre sotto l’occhio delle telecamere – ha fatto le classiche domande da addetti ai lavori: «hai visto Dolce e Gabbana?» o «che bel giubbotto, di che stilista è?». Poi si è seduto in prima fila, da dove ha seguito la sfilata alzandosi ad applaudire, parlando al telefono, facendo pollice verso ad alcune uscite e ballando al ritmo della colonna sonora. R.s.

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