Dalla rassegna stampa Cinema

Ferzan Ozpetek "Racconto la violenza perché è nelle vite di tutti"

L‘intervista

«Nei miei film ho sempre parlato di legami forti, d´amore, di passioni irresistibili. Questa volta ho sentito l´esigenza anche di parlare di violenza». Ferzan Ozpetek ha presentato da poco a Venezia il film Un giorno perfetto tratto dall´omonimo romanzo del 2005 di Melania Mazzucco edito Rizzoli. La pellicola è sceneggiata dallo stesso regista di Istanbul ma ormai romano d´adozione e dal veterano Sandro Petraglia. Il cast è di quelli buoni: Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Angela Finocchiaro. La produzione è della Fandango di Domenico Procacci. Oggi Ozpetek è a Firenze con la Ferrari e Procacci. I tre saranno alla libreria Feltrinelli in via de´ Cerretani per incontrare il pubblico (ore 18). La sera, al cinema Fiorella, i protagonisti de Un giorno perfetto parleranno del film dopo l´anteprima che si terrà alle 21 (euro 7 dalle 16 alla cassa del cinema). Nel film si racconta di un matrimonio finito, di due persone che prima si amavano ed adesso si odiano. Dopo la rottura lei, la quarantenne più sexy del cinema italiano fugge e lui, Mastandrea, la insegue, la picchia, la minaccia, cerca di violentarla.
Perché Ozpetek ha scelto il tema della violenza?
«Perché la violenza, purtroppo, fa parte della quotidianità. Ma nel mio film c´è anche passione, sentimento, pietà, ironia, persone alla deriva. Sono spesso in bilico fra realismo e melodramma: Un giorno perfetto è la storia di una grande passione ed allo stesso tempo il dramma dell´impossibilità d´amare».
Lei lavora spesso con gli stessi attori. Una delle sue icone è Serra Yilmaz, Isabella Ferrari l´aveva già utilizzata in Saturno contro.
«Mi piace creare una complicità con gli attori. Quando ci si conosce è più facile parlare di una scena da fare, anche se difficile, magari scabrosa o scomoda».
Componenti essenziali del suo cinema sono la musica e l´erotismo.
«Le colonne sonore dei miei film vanno a ruba. Ho utilizzato sia musiche magrebine che cantanti italiane famosi come Nada e Gabriella Ferri. Sull´erotismo il discorso è più ambiguo. Io non mostro mai scene esplicite, l´intrigo è dato dal mistero, da una situazione in cui tutto è immaginabile».
Il suo pubblico è vasto, vario e fedelissimo.
«È vero e sono persone di ogni ceto sociale. Ieri una signora dopo aver visto Un giorno perfetto mi ha detto: “ogni volta che esce un suo lavoro questo non è più opera sua. Il regista non esiste più perché il film diventa parte di me”».
Sull´erotismo dei film di Ozpetek ha da dire qualcosa anche la Ferrari: «Con lui ho un rapporto speciale, Saturno contro mi ha rilanciato la carriera. Quella camminata insieme a Stefano Accorsi è stata giudicata di grande sensualità, eppure era una scena piena di pudore. Come ogni situazione di vero erotismo il confine fra sogno e realtà era ambiguo, indefinito».

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