Dalla rassegna stampa Cinema

La violenza? Cercatela in famiglia

… il terzo episodio, in cui un ristoratore immigrato, Aram, e il suo bodyguard sono bersaglio di una banda di criminali omofobi…

E se la questione sicurezza, tanto strombazzata in questi tempi, riguardasse più le violenze all´interno della famiglia che non le minacce dell´”altro” e del “diverso”? È la tesi su cui poggia Racconti da Stoccolma, vincitore a Berlino del Premio Amnesty International. Nel due episodi al femminile del film di Nilsson due donne, la ventenne mediorioentale Nina e la svedese Carina, sono vittime della violenza maschile tra le mura domestiche. Giornalista di successo, la seconda è abusata e picchiata dal marito, suo collega nella professione; quanto all´altra, basta un sospetto (perdipiù infondato) di disivoltura sessuale perché tutta la famiglia (tranne la giovanissima sorella Leyla) si coalizzi nel condannarla a morte, secondo le leggi ancestrali del paese da cui proviene. È al maschile, invece, il terzo episodio, in cui un ristoratore immigrato, Aram, e il suo bodyguard sono bersaglio di una banda di criminali omofobi. Per evidenziarne le analogie e il comune contesto, gli episodi vengono narrati in montaggio alternato, con sequenze di varia durata; per poi convergere, secondo una pratica non inedita, in un finale nell´unità di luogo (un aeroporto) dettato, dopo tante ingiustizie, dall´ottimismo della volontà. (r.n.)

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