Dalla rassegna stampa Cinema

"Sex and the City" Sarah Jessica Parker: "Ecco il film dopo quattro anni torniamo insieme"

Arriverà nelle sale europee il 30 maggio il film tratto dalla fortunata serie tv Sette Emmy Award e otto Golden Globe per le avventure di Carrie Bradshaw
“Carrie vive in una New York irreale, poetica, romantica idilliaca”

NEW YORK

DA QUATTRO anni aspettiamo pazientemente il film tratto da “Sex and the City”. Bene, preparatevi perché tutti i protagonisti sono tornati, Sarah Jessica Parker in testa e il film sarà nelle sale il 30 maggio. In questa intervista esclusiva rilasciata a New York l´attrice soddisfa le curiosità di tanti appassionati che mordevano il freno.
Ieri le ragazze dicevano che lei è in pratica una sessuologa, che la gente la avvicina per strada e le racconta i fatti suoi…
«All´inzio, quando è uscita la serie, la gente mi raccontava dettagli molto intimi e personali della sua vita in maniera esplicita … davvero, uomini e donne. Ma ora hanno un approccio molto più tranquillo, amichevole».
Come reagiva quando un perfetto sconosciuto o una perfetta sconosciuta le aprivano il cuore?
«Oddio, era dieci anni fa. Non mi sentivo a mio agio in una conversazione così diretta, così esplicita. Ero stupita, ma credo dipenda dalla televisione: crea rapidamente un senso di intimità. Mi rendevo conto che la serie affrontava per la prima volta certi argomenti e le donne reagivano. Capivo che potessero considerarmi un punto di riferimento, ma era buffo perché io non mi sentivo in grado di dare consigli».
Com´è stato rientrare nel ruolo di Carrie?
«E´ stato… straordinario. Abbiamo iniziato a lavorare al progetto di questo film nella primavera del 2006, quindi quando abbiamo iniziato le riprese, il 19 settembre 2007, non mi sembrava vero. Avevamo lavorato senza sosta per tutto l´anno precedente, e siamo arrivati al ciak dopo mille peripezie. E´ stata un´impresa produrre questo film.
Come si è evoluto il suo personaggio? La serie televisiva coglieva lo spirito del tempo, ormai sono passati quasi quattro anni.
«L´azione è ambientata quattro anni più tardi rispetto alla serie, non riparte dall´ultima puntata. Carrie in particolare ha priorità diverse, dedica più tempo al rapporto con Mr. Big, alle sue amicizie, alla carriera, a quello che pensa sia il suo obiettivo nella vita. Proprio come nella vita vera, col passare degli anni alcune persone diventano più importanti per noi, sai meglio che cosa vuoi, si mettono da parte frivolezze e capricci perché si è più adulti».
Ha mai avuto il timore che il pubblico vedesse Carrie solo come una fashionista, un personaggio superficiale?
«No. A volte mi chiedo se la gente mi confonda con lei, ma rientra nelle conseguenze di aver interpretato un personaggio del genere. Ovviamente il denaro ha un peso per Carrie Bradshaw, adora la moda e ha un ottimo rapporto con i vestiti ma questo non esaurisce tutta la sua personalità. Se così fosse non penso che la serie sarebbe andata in onda così a lungo».
Come è diventata la single per eccellenza, quando in realtà è stata sempre sposata?
«Non so se è stato il mio personaggio a far presa o il rapporto tra amiche che è così importante per le single».
Ma perché secondo lei le donne sentono un legame così forte con Carrie?
«Non ne sono certissima, ma penso che in parte dipenda dalla sceneggiatura che ha creato un personaggio che vive in una sorta di luogo iperreale, una New York che non è quella vera, è come la vogliamo vedere, poetica, idilliaca, con tutto il suo romanticismo, l´architettura, la letteratura. Carrie la vive e questo entusiasma le donne. Carrie è anche un disastro di persona, non è priva di difetti. Ma è curiosa nei rapporti umani molto legata agli amici, e queste per me sono qualità interessanti. Non so però se la rendono un modello. Credo che sia un bel personaggio in una buona sceneggiatura».
La serie TV è stata una sorta di seconda rivoluzione femminista…
«Se mi capita di vedere a New York quattro ragazze che camminano insieme per strada riconosco qualche affinità con noi, nel bene e nel male. A volte purtroppo un perizoma che spunta dai pantaloni, allora penso che è una parte negativa della nostra eredità. Spero che abbia trasmesso anche una cosa più importante, che è il senso dell´amicizia. I sex toys il linguaggio esplicito, le situazioni piccanti attraggono sul momento, poi stufano».
Come produttrice pensa di dar vita a più episodi cinematografici?
«Credo che parlare di un altro episodio voglia dire mettere il carro davanti ai buoi. Non è il primo film che produco e spero che non sia l´ultimo. E´ la pellicola più importante in cui sono stata coinvolta come produttrice, in termini di impegno e di posta in gioco, ma non so dire se ci sarà un seguito». ©IFA,2008
Traduzione di Emilia Benghi

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