Dalla rassegna stampa Cinema

Woody Allen"Ora torno a New York ma Roma mi corteggia"

Esce oggi “Sogni e delitti”, un curioso thriller con Colin Farrell e Ewan McGregor Ce ne parla il regista che fra poche settimane sarà di nuovo sul set nella sua città – Vorrei che i miei film fossero visti su grande schermo e non in dvd Il cinema è una esperienza sociale

Scarlett Johansson

E´ una ragazza di talento, bellissima e sexy, un´attrice eclettica, è un piacere lavorare con lei

Woody Allen torna alle sue tentazioni più dark nel nuovo film Sogni e delitti (da oggi nelle sale italiane), un thriller ambientato a Londra che narra di ciò che sono disposti a fare due fratelli poveri per diventare ricchi, o quanto meno tirare avanti, e che cosa farà il loro ricco zio per evitare di diventare povero o peggio. Inevitabili i raffronti con Match Point, film drammatico acclamato dalla critica sui capricci del destino, ma stavolta l´accento non è posto tanto sulle tensioni del rapporto uomo-donna, quanto sulla solidità dei legami familiari in situazioni stressanti.
Signor Allen, in Sogni e delitti il personaggio interpretato da Colin Farrell è diverso da molti dei protagonisti dei suoi thriller. In Match Point e Crimini e misfatti tutto verte su una crisi morale vissuta da un materialista o un ateo, ma questo personaggio è chiaramente timorato di Dio.
«Beh, volevo delineare tre personaggi. Uno non si fa problemi a scendere a compromessi, un altro non ci riesce semplicemente perché ha una coscienza. Sente che qualcosa è sbagliato e non riesce ad accettarlo. Non riesce a convincersi che non esiste un qualche ordine morale nell´universo, eppure in qualche modo lo ha trasgredito e deve riparare al torto. E poi un fratello che sa scendere a compromessi morali e uno zio completamente amorale. I due fratelli si occupano di risolvergli un problema e alla fine agiscono senza problemi. Volevo evidenziare il contrasto tra i tre personaggi».
Girando una storia a tinte fosche come questa, le viene mai voglia di inserire qualche aspetto umoristico, per alleggerirla?
«Di tanto in tanto. In questo film si ride a volte. Ci sono situazioni divertenti come in Match Point quando Jonathan Rhys Meyers cerca di assemblare il fucile poco prima di uccidere la donna. I pezzi continuano a cadergli. Lo stesso accade qui: vogliono uccidere il tizio ma c´è sempre una scusa. Ci sono scene più leggere, che distolgono un po´ dalla inesorabile tragedia in svolgimento, come l´incontro con il tizio ad una festa. Non ci sono battute ma momenti più ironici, divertenti, nella speranza di dare un ritmo più lieve».
Subisce più pressioni oggi dai finanziatori per venire incontro a certe esigenze, come l´uscita del film in dvd.
«No, non subisco nessun genere di pressioni. Neppure un accenno. Io giro il film per il grande schermo, loro pensano al dvd. Invariabilmente mi chiedono se ho delle riprese tagliate da poter inserire, ma non accade quasi mai. E non sono il tipo di persona che ha voglia di commentare il film mentre il pubblico lo guarda, quindi ho pochissimi dvd».
Ma è il materiale che piacerebbe vedere ai suoi fan, come le scene perdute della prima versione di “Io e Annie”, in cui lei gioca a baseball contro i Knicks.
«Forse quel materiale non esiste più. Probabilmente l´ho distrutto 20 anni fa».
Davvero? Non sta ammuffendo in qualche magazzino?
«No, conserviamo il materiale degli ultimi due film, quando diventano tre o quattro buttiamo via tutto».
E´ importante per lei che i suoi film siano visti sul grande schermo piuttosto che in tv o su schermi più piccoli?
«Sì. Preferirei che fossero visti sul grande schermo. E´ il concetto dei miei film. Beh, se si ha a casa un maxischermo ad alta definizione non c´è molta differenza, ma la verità è che i miei film sono fatti per lo schermo del cinema, con il pubblico che entra, bisbiglia, esce e dice la sua. E´ un´esperienza sociale, collettiva. Quindi non mi piace che vengano visti per la prima volta in dvd. Ma non c´è niente da fare, perché la cultura ha preso questa direzione».
Ora è tornato a Manhattan, e si prepara a girare a New York in primavera dopo quattro film girati all´estero. La lontananza ha accresciuto il suo amore per questa città?
«Sì. In origine Match Point era ambientato a New York ma mi hanno detto che mi avrebbero dato tutti i finanziamenti di cui avevo bisogno se avessi girato il film a Londra, e così è stato. Sono partito trepidante ma si è rivelata una bellissima esperienza, condizioni meteorologiche perfette, i cieli grigi ottimi per la macchina da presa, tanto che ci sono tornato l´estate dopo a girare un piccolo film (Scoop) con Scarlett Johansson, un filmetto così, per divertirci assieme. Ci sono tornato ancora a girare Sogni e delitti perché mi piaceva e avevo i finanziamenti. Poi da Barcellona mi hanno fatto sapere che erano disponibili a finanziare un mio film se l´avessi girato lì. Così sono andato in Spagna l´estate scorsa. Ora mi preparo a iniziare le riprese a New York tra circa otto, sei settimane. Dopo, si vedrà. Mi hanno proposto finanziamenti per film da girare a Parigi e a Roma, quindi è possibile che possa girare lì oppure, se riesco a ottenere finanziamenti penso che girerò a New York».
Scarlett Johansson è una sorta di discepola per lei?
«E´ solo una ragazza di grande talento. E´ bellissima, molto sexy, molto dotata, eclettica. Sa essere un´attrice drammatica, comica, nel film romantico che ho girato quest´estate è meravigliosa. E´ un piacere lavorare con lei. Se in una mia sceneggiatura c´è un ruolo per lei la chiamo sempre perché, la conosco, abbiamo un buon rapporto, è facile lavorare con lei e non delude. Quindi se il ruolo è adatto a lei, è la prima che interpello, invece di rivolgermi a una sconosciuta».
Nel film che girerà a primavera c´è un ruolo per Scarlett?
«No».
(Copyright New York Times Syndicate-La Repubblica
Traduzione di Emilia Benghi)

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