Dalla rassegna stampa Teatro

“Affabulazione”, incesto e società visti da Pasolini

Testo complesso che si rifà ai temi della tragedia greca

TEATRO ELEMENTO. LA TRAGEDIA FIRMATA DALL’INTELLETTUALE SABATO ALLO SPAZIO BIXIO CON LA COMPAGNIA VERONESE TRIXTRAGOS

Il regista Stefano Carrera ha deciso di far parlare il protagonista attraverso una voce registrata

Il teatro di Pier Paolo Pasolini va in scena sabato 19 alle 21 allo Spazio Bixio di Vicenza, nell’ambito della rassegna Teatro Elemento, voluta dal Comune e curata per la parte artistica e organizzativa da Theama Teatro. La compagnia veronese TrixTragos porta infatti nella sala off cittadina “Affabulazione”, tragedia in versi dell’autore che fu proposta in due diversi momenti: con una prima pubblicazione nel 1969, quindi a tre anni dalla stesura originaria del ’66, e con un’edizione postuma nel 1977.
“Affabulazione” è un testo complesso, che si apre a diverse chiavi di lettura. Al centro della trama troviamo un padre, improvvisamente travolto da un desiderio incestuoso nei confronti del proprio figlio. Inizia da qui un vortice di emozione e disperazione che porterà fino alla tragica conclusione: l’uccisione del figlio da parte del padre. Una vicenda carica di simbolismo, alla quale imprimono ulteriore spessore gli altri personaggi coinvolti: la madre e moglie, il prete e la negromante e, ancora, l’ombra di Sofocle, che incarna a sua volta diversi significati.
Rispetto al testo originario, il regista Stefano Carrera ha operato interventi anche molto rilevanti, come la scelta di preferire una figlia al figlio pasoliniano: «In questo modo – spiega Carrera – mi sono allontanato dai toni autobiografici del testo, cercando di dare un senso più universale all’insieme. E a questo personaggio, sostanzialmente nuovo, ho dato una doppia valenza: di vittima di un rapporto incestuoso (tema presente anche nel testo originale) e di vittima delle convenzioni sociali che la condannano a tenere nascosto il suo rapporto omosessuale con l’amica: tanto proibito, quanto vero e sincero (almeno da parte della figlia)».
«Sempre per spingere sull’universalità delle tematiche presenti in questa tragedia – continua il regista – il ruolo del padre è interpretato da un attore che sulla scena non parla mai: i suoi pensieri sono una voce registrata e prendono vita sotto forma di un monologo interiore alieno a qualsiasi tipo di comunicazione col mondo esterno».
«La sola persona che sembra accettare questa situazione pare essere la madre, ulteriore vittima di una figura paterna che col suo fare decadente porta anche il suo ruolo di marito alla rovina. Così le tematiche si intrecciano, si sovrappongo: dalla condanna di qualsiasi forma di violenza – come quella odiosa contro i minori – alla denuncia dell’indifferenza, alla messa in guardia contro la tentazione di cadere nella rete di truffatori di vario genere che approfittano della disperazione e dell’ingenuità di alcune persone per trarne un vantaggio personale».
Informazioni e prenotazioni: Theama Teatro, stradella delle Barche, 7 a Vicenza (tel. 0444 322525 al mattino; in altri orari 348 0035186). Biglietti a 8 euro, anche alla biglietteria del Bixio (in via Mameli, 4) da un’ora prima dello spettacolo.

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