Dalla rassegna stampa Cinema

Gender Bender 2007

… segnaliamo una chicca prepotentemente cinematografica, inequivocabilmente d’autore: i ventotto minuti de Dalla testa ai piedi di Simone Cangelosi…

Lo slancio energico ed elegante con cui Gender Bender 2007 si presenta al pubblico internazionale rende le polemicucce estive bolognesi d’arte blasfema una pruderie per perpetue. Solo lo scorso giugno la cancellazione della performance La madonna che piange sperma , poi di seguito l’annullamento della mostra Recombinant women ideata da ArciLesbica. Non che gli eventi censori passati siano legati a doppio filo con l’organizzazione del Gender 2007 (ArciLesbica ne è parte attiva, il collettivo Carni Scelte no), ma la possibilità di proporre una sei giorni di proiezioni cinematografiche, performance teatrali e incontri sul tema dello slittamento, della sovrapposizione di identità e orientamenti sessuali, è il consolidamento di un lavoro di elevata qualità artistica e di sicuro valore intellettuale che una città come Bologna non può permettersi di archiviare con una bolla papale. Parlano le cifre: 15 mila euro dal Comune di Bologna, 3 mila dalla Provincia, 10 dalla Regione e 10 dallo Stato. Più una serie di sponsor privati, tra cui la Fondazione del Monte che si è spesa appositamente per l’evento di punta presentato il 3 novembre al teatro Manzoni: la prima assoluta, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, del restauro di RARA (film) del maestro Sylvano Bussotti, uno dei massimi compositori del novecento italiano che ha professionalmente flirtato con Carmelo Bene e John Cage.
Un Gender Bender che oltre alla rarità bussottiana, si affida ad una serie di anteprime cinematografiche di tutto rispetto e che ha un’icona portafortuna: il manifesto del festival che ritrae una splendida e assorta piccola Hitler che pela patate. Daniele Dal Pozzo, art director, spiega: “mettersi nei panni degli altri, anche se si tratta di un’uniforme poco conforme alle nostre solite abitudini, a volte può aiutarci a vedere le cose da un’altra prospettiva, facendoci vivere ciò che altrimenti crederemmo impossibile. Persino arrivare a vedere le persone e le loro differenze come portatrici di ricchezza anziché minacce da cancellare”. Provocazione arguta e soft, come è d’uopo in quel del Gender: mai strafare, ma rimanere nei binari glam dall’estetica e dal contenuto anticonvenzionale. Infine segnaliamo una chicca prepotentemente cinematografica, inequivocabilmente d’autore: i ventotto minuti de Dalla testa ai piedi di Simone Cangelosi. Nato a Pisa trentanove anni fa, Cangelosi racconta in una accelerata e densa partitura da home-movies video e con un ragionato montaggio patchwork di riprese semiamatoriali, la sua transizione da donna a uomo. Trasformazione fisica e psicologica che si compone di flash di piazza sull’emancipazione del movimento italiano transessuale; di toccanti, squadrati e intensissimi frame sul proprio vissuto privato; come di dettagli del proprio corpo che bucano e oltrepassano il video per arrivare dritti all’anima dello spettatore.

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