Dalla rassegna stampa Cinema

Conquista tutti il musical hippie di Julie Taymor

Ovazioni per “Across the universe” racconto pacifista degli anni Sessanta accompagnato dalle canzoni dei Fab Four

I brani sono interpretati dagli attori e da ospiti illustri come Bono e Joe Cocker
La regista: “Vorrei che il mio film riportasse i giovani di oggi a protestare”

ROMA

Arriva All you need is love e in sala esplode l´applauso e continua mentre Jude e Lucy finalmente si ritrovano e la voce di Bono accompagna i loro sguardi con Lucy in the sky with diamonds. Ci voleva la genialità visionaria di Julie Taymor per vincere la sfida di trasformare 33 canzoni dei Beatles in un film, Across the universe, non solo un musical trascinante e commovente con le belle coreografie di Daniel Ezralow (con lui la Taymor prepara un musical da “Spiderman”), ma anche la rappresentazione della generazione che negli anni ‘60 sconvolse le convenzioni sociali. Ma senza nostalgia, bensì con «il desiderio di coinvolgere le generazioni di oggi, mostrare l´energia, il fervore, la vitalità di quegli anni, l´impegno nei movimenti, l´ansia di esplorare se stessi», dice la regista, arrivata al successo internazionale con il musical da Il re leone.
Protagonisti di Across the universe sono Jude, il ragazzo che arriva dall´Inghilterra, e Lucy e Max, sorella e fratello. «Vengono dai miei ricordi personali, anch´io avevo un fratello e una sorella più grandi e, ragazzina, osservavo il loro percorso, il college, i movimenti, lo sconforto per la leva militare, gli hippies, le droghe. Lo spirito ribelle dell´epoca mi è rimasto addosso. Nelle canzoni dei Beatles ho ritrovato tutto», dice la Taymor, a Roma con il compositore Elliot Goldenthal, marito e collaboratore da vent´anni. Con lui ha scelto tra 200 titoli le 33 canzoni del film «che ispirano e portano avanti la storia, con la magia di scoperte improvvise. Ascoltando I want you per esempio mi sono resa conto che è il motto dello zio Sam, canzone perfetta per raccontare l´arruolamento di Max, mentre Revolution è ideale per l´atmosfera nell´ufficio degli studenti che organizzano la lotta per le riforme democratiche».
Le canzoni dei Beatles sono «monumenti intoccabili, ogni tentativo di riproporle alla loro maniera sarebbe ridicolo, perciò più che i Beatles abbiamo usato Lennon e McCartney come autori. Elliot ha “smontato” i loro arrangiamenti e li ha ricostruiti, cambiando strumenti e sonorità, adeguandoli alle tendenze dell´epoca, esaltando lo spirito gospel di Let it be, usando la chitarra alla Jimi Hendrix o l´ispirazione alla black music. Le canzoni sono cantate dal vivo dagli attori».
Il film è stato visto da Ringo, da Olivia Harrison e da Yoko Ono. «Tutti entusiasti, poi, con ansia pazzesca, ho visto il film con Paul McCartney, ero terrorizzata. Gli è piaciuto, si è divertito e commosso fin dall´inizio, abbiamo anche parlato della possibilità che interpretasse Hey Jude, ma sarebbe stata una presenza troppo forte, fuorviante». Partecipazioni speciali ci sono e ben inserite. Bono ad esempio «che quando interrompe il lavoro per salvare il mondo è un tipo simpatico e professionale, voleva fare un irlandese, ma l´ho convinto a cantare I´m the Walrus nei panni di Mr. Roberts, un personaggio ispirato a Neal Cassady, figura nota della controcultura anni ‘60, ha ispirato lui Kerouac per “Sulla strada”. Salma Hayek voleva esserci e non si è accontentata di fare un´infermiera di Max, ho dovuto moltiplicarla per cinque al computer». Irresistibile Joe Cocker, che cambia di continuo abiti e faccia cantando Come together per le strade di New York. La verità degli esterni è un elemento vincente del film. La Taymor ricorda con emozione la marcia a Fifth Avenue: «Di colpo la realtà è entrata nella finzione, attori, comparse e la gente per la strada gridavano gli slogan contro la guerra con autentica convinzione. Vorrei che il film facesse riflettere i giovani di oggi, non basta protestare nei blog delle rete, da soli in una stanza, bisogna uscire e gridare a voce alta insieme agli altri. Mi piace la battuta di Lucy: “Mi siederò di fronte a un carro armato se questo permetterà di riportare a casa mio fratello dal Vietnam”. “Non servirà”, dice Jude, e lei si arrabbia. “Pensi che non ci dovrei neanche provare?”. Allora le persone ci provavano».

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