Dalla rassegna stampa Cinema

Non è bella né buona eppure è un “Angel”

Il regista Ozon s’è innamorato del romanzo della Taylor e ne ha tratto un sontuoso mélo in costume, ricco di citazioni hollywoodiane

Straordinaria Garai

Pare che persino Vanessa Redgrave, attrice sublime e certamente non incolta, sentendo parlare dei libri di Elisabeth Taylor l’abbia scambiata per la celebre diva esclamando: «Non sapevo che scrivesse». Un disguido comprensibile visto che la Taylor di cui parliamo (1912-1975), assurta a buona fama nel dopoguerra, è attualmente una scrittrice di nicchia. Il fatto che il regista francese François Ozon, innamoratosi del romanzo Angel (apparso nel 1957 e rieditato in Italia da Neri Pozza), l’abbia portato sullo schermo potrebbe ora riabilitare una firma ingiustamente dimenticata. Il film è un melò in costume girato senza badare a spese in un impeccabile stile Hollywood Anni 40/50: protagonista Angel, provinciale inglese povera e ambiziosa che agli inizi del ’900, riversando sulla pagina i suoi sogni di grandezza, diventa una scrittrice di successo e si convince di vivere nell’illusorio mondo fabbricatosi su misura finché un matrimonio infelice non ne spezza l’incantesimo.
Ispirato (così si dice) alla figura vera di Marie Corelli (1855-1924), romanziera che pur dileggiata dalla critica annoverò fra i suoi estimatori alcuni membri della famiglia reale, Angel è un personaggio tutto giocato contro quegli allettanti stereotipi che permettono l’identificazione: non è bella, è priva di maniere e istruzione e non ha neppure talento. La Taylor ce la descrive come una pennivendola arrogante ed egoista, un’anti-eroina sempre al limite dello sgradevole e del grottesco che non possiamo amare. Tuttavia il ritratto è talmente ricco di sfumature da non risultare solo impietoso: pagata a caro prezzo, l’ossessiva immedesimazione di Angel nelle sue fantasiose romanticherie in qualche modo la riscatta sia come artista che come essere umano. Fedele alla storia, Ozon diverge dalla Taylor nel punto di vista: si capisce che per lui il materiale del melò è sacro e attingendo a piene mani dal cinema degli adorati Douglas Sirk, Vincent Minnelli, e George Cukor non trascura nulla pur di ricrearne – fra sottolineature musicali, colori smaltati, scenografie gotiche, costumi estrosi – le caratteristiche atmosfere. Mentre la complessità del personaggio poggia sulle spalle della straordinaria Romola Garai, che riesce nell’impresa impossibile di risultare insieme insulsa e attraente, dura e fragile, spesso insopportabile e alla fine commovente.

ANGEL
di François Ozon
Con Romola Garai, Lucy Russell, Michael Fassbender
G.B/Fra. 2007 drammatico

TORINO, cinema Adua, Ambrosio

MILANO Anteo, Apollo

ROMA: Eden, Nuova Olimpia (v. o.) Quattro Fontane, Nuovo Sacher

PALERMO Igiea Lido

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