Dalla rassegna stampa Cinema

Dopo i cantautori anche il mondo del cinema s’interroga sul futuro della sinistra

Ozpetek: «I politici dovrebbero fare la spesa e prendere la metro».

Ghini: «No al vassallaggio di Veltroni»

DOPO il velenoso strale lanciato qualche giorno fa dal cantautore Francesco De Gregori contro il candidato alla guida del Partito democratico, Walter Veltroni (definito dall’artista come uno «che dice tutto e il contrario di tutto»), il mondo dello spettacolo continua a interrogarsi sui mutamenti politici. E a farlo, con rigore e distacco, è stavolta il patinato pianeta cinema, attraverso registi e attori da sempre etichettati come «veltroniani doc». A cominciare dal regista Ferzan Ozpetek che offre una visione lucida dell’attuale panorama politico della sinistra, mentre viaggia da Roma verso il Vasto Film Festival (rassegna diretta da Remigio Truocchio che ha già ospitato nei giorni scorsi artisti come Laura Chiatti, Lucia Bosè, Violante Placido e Vincenzo Salemme). «Sto andando a Vasto per presentare ancora «Saturno contro», un film che è andato benissimo al botteghino anche durante il periodo estivo. E poi comincerò le riprese di “Un giorno perfetto” tratto dall’omonimo romanzo di Melania Mazzucco. È una storia di povertà e malessere, ambientata in 24 ore a Roma, dove s’intrecciano i destini di un ex poliziotto, una ragazza di un call center e un politico. La politica è una fetta importante di Roma, oltre che dell’Italia: oggi tutto è molto confuso e non si capisce dove sia davvero la destra e la sinistra. Non ho trovato negativa la critica di De Gregori nei confronti di Veltroni. Non solo perché la Bindi è una donna carina e validissima, ma anche perché credo che le critiche a Veltroni, uomo che comunque stimo tantissimo, sia giusto farle. Soprattutto in un momento delicato come questo. La politica italiana è troppo sommersa dalla burocrazia. E poi credo che i politici, pur percependo stipendi altissimi, oggi siano tutti lontani dai problemi veri della gente: non vanno come faccio io a fare la spesa nei mercati, non si ricoverano negli ospedali, non prendono la metro soffocando di caldo e, così, non si rendono conto di come la gente davvero tiri a campare. Trovo che gli Italiani siano un popolo meraviglioso e forte. Non si meritano tanti problemi. Credo che l’Italia viva tempi simili a quelli della Francia prima della Rivoluzione. Solo che qui nessuno farà rivoluzioni culturali o sociali: tutto è addormentato e il grande sonno continua». D’accordo con Ozpetek è anche Massimo Ghini che, dalla Grecia, ricorda di essere stato «fin da giovane, un ragazzo di sinistra. Ma non mi sento un rinnegato quando dico che i miei valori sono cambiati e che il regime cubano per me non è certo più un paradiso. Credo che la polemica di De Gregori sia servita a far capire che i veltroniani non sono le “Vestali di Veltroni”. Quindi, dico no al vassallaggio, è giusto che ci siano critiche e confronti. Io, ad esempio, andrò al convegno di Enrico Letta nel Trentino per ascoltare i discorsi della sua associazione, “Vedrò”. A Walter gli auguro di riuscire, ma gli consiglierei anche di mostrare più grinta, di non cercare di accontentare sempre tutti, perché un leader a un certo punto deve prendere una posizione decisa e poi deve riflettere bene sulle critiche che gli stanno fioccando addosso, perché sono positive. Fa bene De Gregori, se vede poca fluidità da parte di Veltroni, a criticarlo. Io vivo nel quartiere romano dell’Esquilino, è un esempio di come le cose al centro della capitale non funzionino bene: manca una buona politica dell’integrazione». Il regista e attore Ricky Tognazzi, così come sua moglie Simona Izzo, è convinto che «con tutte le possibili critiche che gli si possano fare, Veltroni resta finora l’unico che potrà guidare il neo Partito democratico. Anche perché è l’unico in grado ora di risanare e riunire le varie e diverse facce della sinistra italiana. È colto, sa come dare fiducia agli elettori e non credo che si possa pensare in questo momento politico a qualcun altro in grado di aggregare le differenti parti della sinistra». [email protected]

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