Dalla rassegna stampa Cinema

«Appello Pasolini», firme per riaprire l'inchiesta

Oggi la presentazione all’Auditorium con Gianni Borgna, Dacia Maraini e Andrea Camilleri

Riaprire l’inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Questa mattina all’Auditorium la raccolta di firme internazionale che da mesi affianca l’inchiesta condotta per conto del Comune di Roma dall’avvocato Guido Calvi verrà rilanciata per dare l’ultima spallata al muro di gomma che circonda l’omicidio Pasolini. Intervengono gli scrittori Dacia Maraini e Andrea Camilleri, il critico Carla Benedetti, il regista Mario Martone. Si chiama «Appello Pasolini ». In Argentina il critico Esteban Nicotra ha raccolto 143 sì di intellettuali del suo paese. In Francia si sono mobilitati Bernard Henri-Lévy e Jean-Paul Manganaro. Il testo circola anche in Spagna e Germania. Da noi hanno firmato in tanti: da Luca Ronconi a Vincenzo Consolo, Carlo Lucarelli, Gabriele Salvatores, Giuseppe Bertolucci. Anche persone che non ci sono più come Enzo Siciliano. «A trent’anni dalla morte, non sappiamo ancora da chi è stato ucciso Pasolini e perché – si legge nell’appello – . Questo suo assassinio va ad allungare la lista impressionante di omicidi, attentati, sparizioni, finti suicidi e finti incidenti di cui è costellata la storia d’Italia dal dopoguerra a oggi e che non sono stati ancora chiariti. Responsabili e mandanti impuniti, verità sottratte per decenni non solo ai tribunali ma anche al discorso pubblico. Noi non sappiamo se a far tacere uno degli artisti più fervidi e una delle voci più scomode e tragiche di questo paese sia stata una decisione politica. Quello che però sappiamo è che la versione blindata della rissa omosessuale tra due persone non sta in piedi. Sappiamo che essa è stata solo una copertura servita a sviare le indagini e a coprire un altro tipo di delitto…».

P. Br.

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