Dalla rassegna stampa Cinema

Cinema italiano alle stelle

…«L´andamento del cinema è sempre ondivago – interviene Ferzan Ozpetek nelle sale con il già citato Saturno contro – non c´è mai nulla di definitivo…

I film nazionali nei primi tre mesi del 2007 ottengono il 40 per cento dei biglietti venduti
Incassi mai così alti da trent´anni a questa parte

ROMA – Parola di Carlo Verdone: «Il cinema italiano è come la Fiat: ci siamo ripresi! E come per la Fiat, io oggi comprerei azioni del cinema italiano». Già dato per moribondo, in avanzato stato comatoso, in autunno, quando i numerosi film d´autore lanciati da Venezia e Roma andarono incontro a un complessivo flop, è improvvisamente risorto con l´inizio del nuovo anno.
Nel primo trimestre del 2007 il cinema italiano è attestato su una quota di mercato superiore al 40%, numeri che non si registravano più dalla fine degli anni Ottanta, e nella classifica dei maggiori successi ai primi quattro posti ci sono tre film italiani e mezzo. Il vertice degli incassi 2007 è dominato dalla commedia indirizzata al pubblico degli adolescenti, nell´ordine Manuale d´amore 2, Ho voglia di te, Notte prima degli esami oggi, a cui si aggiunge la presenza di una produzione rigorosamente Usa, La ricerca della felicità, ma diretta da un regista italiano e, secondo molti analisti, è stata proprio la presenza di Gabriele Muccino dietro la macchina da presa a determinare un esito così fortunato. In altre parole la tesi è che se al posto di Muccino ci fosse stato un qualsiasi autore americano non si sarebbe raggiunto lo stesso risultato, ipotesi concretamente indimostrabile, ma credibile.
Dal 1° gennaio al 31 marzo di quest´anno nelle sale monitorate da Cinetel, l´auditel del cinema che controlla l´80% del mercato, per i film italiani si sono staccati oltre 14 milioni di biglietti: cinque milioni in più rispetto all´analogo periodo 2006 e più del doppio rispetto al 2005. Grazie al successo delle produzioni nazionali, oltre ai titoli già citati, c´è da registrare anche l´esito particolarmente brillante di Saturno contro e la sorpresa di Il 7 e l´8 che, di settimana in settimana, migliora le proprie prestazioni a dimostrazione di un gradimento quanto mai positivo. Nel primo trimestre 2007 si è registrata una crescita complessiva del mercato, con un incremento di presenze di oltre il 20% rispetto al 2006.
«Il fenomeno non mi sorprende – commenta il produttore Riccardo Tozzi, reduce dai trionfi di Ho voglia di te – nel cinema si sta verificando ciò che è già avvenuto nella fiction: il prodotto locale, quando è mirato anche al pubblico, prevale sulla produzione americana. Qualche anno fa, quando sostenevo questa tesi, venivo preso per matto: i fatti mi stanno dando ragione. Ma attenzione: film per il pubblico non significa soltanto film commerciali per un solo tipo di spettatori; la nostra produzione deve continuare a essere diversificata e si possono fare film capaci d´interessare il pubblico anche mantenendo un´altissima qualità. Il fortunato esordio sul mercato di Centochiodi di Olmi lo dimostra. La cosa più straordinaria è che il cinema italiano si è ripreso da solo, perché, mentre in Francia la produzione nazionale è protetta e coccolata, in Italia negli ultimi cinque anni gli unici interventi politici sono stati volti a diminuire le risorse pubbliche a favore del settore».
«L´andamento del cinema è sempre ondivago – interviene Ferzan Ozpetek nelle sale con il già citato Saturno contro – non c´è mai nulla di definitivo. Ma sicuramente nei confronti della produzione nazionale, grazie a un complessivo miglioramento qualitativo, si sta riaffermando un sincero interesse. Merito anche di una nuova generazione d´interpreti particolarmente preparata. Salvo pochissime eccezioni, non si sono ancora imposti autentici divi, in grado di richiamare pubblico con la sola presenza, ma quando si mettono insieme cast azzeccati e compositi il richiamo scatta. Il successo di Saturno contro è anche merito del gruppo d´interpreti». È ottimista Paolo Virzì: «Non bisogna spaventarsi né esaltarsi troppo. Diciamo che il cinema italiano nonostante tutto c´è ancora, e mi sa che ci sarà ancora a lungo».

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