Dalla rassegna stampa Cinema

Tutti contro il «kolossal imperialista»

Esce «300», bollato dal governo iraniano e bocciato dai critici

I raffronti tra la guerra delle Termopili e la situazione attuale in Iraq creano polemica sul lungometraggio tratto da un fumetto
Schiantato il box office americano: 127,4 milioni di dollari in 15 giorni

ROMA — Zack Snyder — che aveva diretto solo «L’alba dei morti viventi», popolato da zombi —, non pensava certo di scalare i vertici del box office americano, né di finire al centro di un affare diplomatico fra Stati Uniti e Iran quando decise di girare 300, un film storico sulla battaglia delle Termopili, ispirandosi alla «graphic novel» di un mostro sacro dei fumetti come Frank Miller.
Il film, che da domani arriva anche sui nostri schermi ed è stato prodotto dall’italiano Gianni Nunnari con la Warner, per la seconda settimana consecutiva è in testa agli incassi degli Stati Uniti, arrivando a 127,4 milioni di dollari e distanziando John Travolta. Un risultato inaspettato per gli stessi produttori, tanto più che la pellicola è stata vietata ai più giovani per le scene di violenza e sesso. Il film era stato presentato quietamente all’ultimo festival di Berlino, dove tutte le polemiche erano per La masseria delle allodole, il film dei fratelli Taviani sul genocidio degli Armeni. 300 invece era atteso in maniera addirittura fanatica dai fan di Miller, che avevano tributato una standing ovation all’anteprima. I giudizi della critica erano stati piuttosto tiepidi, qualcuno aveva parlato di violenza, stupidità, razzismo, manipolazione della Storia. Considerazioni che potevano già sembrare eccessive per un film-giocattolo che somiglia più a un videogioco violento, anche se visivamente è impressionante.
300 parte dalla sanguinosa battaglia delle Termopili del 480 avanti Cristo, nella quale trecento soldati spartani guidati da re Leonida riuscirono a fermare il potentissimo esercito persiano comandato da Serse, prima di essere tutti uccisi a causa di un tradimento. Fedele a Miller, il film fa un’esaltazione del coraggio e dello spirito guerriero di Sparta, una glorificazione del sacrificio estremo e del patriottismo. In un universo dominato dal machismo esasperato, con l’esaltazione del corpo virile, spicca la bellezza guerriera, contrapposta ai persiani brutti e cattivi come degli zombi, di pelle scura, accompagnati da animali feroci e guidati da un Serse effeminato (l’attore brasiliano Rodrigo Santoro), vestito d’oro e pieno di piercing.
Non a caso, a Berlino, all’incontro con la stampa i primi complimenti agli attori sono arrivati da una giornalista, entusiasta per la prestanza fisica mostrata sullo schermo. Il regista Snyder ha ammesso che cercava dei fisici rudi, e per questo ha scelto nella scuola anglosassone piuttosto che nelle palestre di Los Angeles.
Divertito («gli attori si beccano sempre la domanda scema»), lo scozzese Gerard Butler che interpreta re Leonida ha raccontato il duro allenamento fisico che ha impegnato tutto il cast prima delle riprese, realizzate a Montréal, tutte in studio, con gli attori che recitavano davanti al bluescreen, sfondo virtuale per scene spettacolari che poi sono state trattate al computer.
Insomma, un grande divertimento cinematografico nel puro stile visionario e violento di Frank Miller, abituato a muoversi fra Batman e Sin City. L’ignaro regista aveva respinto le prime critiche politiche che cominciavano ad arrivare, i primi raffronti fra le Termopili, le guerre di oggi e la politica di Bush. Tanto più che è nato un curioso, confuso dilemma: il film è a favore o contro il presidente? Le armate «imperialiste» di Serse come l’esercito americano o, al contrario, Bush come Leonida, paladini della libertà contro invasori e terroristi?
E alla fine, contro il film sono scesi in campo gli eredi di Serse, l’Accademia delle Arti di Teheran ha presentato una protesta all’Unesco: «È un attacco all’identità storica dell’Iran. Siamo dipinti come un popolo assetato di sangue, incivile e brutale», hanno scritto i giornali. È intervenuto addirittura Mahmoud Ahmadinejad: «Cercano di falsificare la Storia facendo un film e dando un’immagine barbara dell’Iran» ha denunciato il presidente iraniano, senza tuttavia citare mai 300.

Il film è uscito negli Usa il 9 marzo, nel primo weekend ha incassato 70.885.301 dollari (il primo giorno erano già 28.106.731). E’ il più grande incasso nel mese di marzo (periodo tradizionalmente debole, negli Usa) nella storia; ha battuto «L’era glaciale 2».

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