Dalla rassegna stampa Cinema

Non c´è limite a Borat primatista del cattivo gusto

Un comico con grande senso dei “tempi”

Il personaggio di Borat Sagdiyev viene dalla tv, dove compariva come ospite abituale del programma “Da Ali G Show” di Sacha Baron Cohen, comico-camaleonte inglese di origine iraniana passato al grande schermo sull´onda del successo mondiale. Nel film Borat, presentatore della televisione del Kazakistan, parte alla volta degli Stati Uniti per realizzarvi un reportage. Salvo che una sera s´imbatte nelle forme catodiche di Pamela Anderson: innamorato al primo sguardo, va in cerca della procacissima attrice per conquistarla e sposarla. Lungo il viaggio, avrà occasione d´incontrare un´autentica nazione di mostri. Primatista mondiale del cattivo gusto, Cohen sta un po´ al comico come Michael Moore sta al cinema diretto. Anche lui, del resto, utilizza il sistema delle interviste con la cinepresa nascosta, provocando l´interlocutore per far uscire dalla sua bocca tutto il peggio possibile. Baffoni alla Groucho Marx, Borat è ben lontano dal condividerne la sottigliezza; ma è proprio grazie alla sua (simulata) idiozia che porta i propri ospiti a ridicolizzarsi. Razzista, misogeno, antisemita (in realtà l´attore è ebreo), giocando sullo scarto tra l´intervistatore kazako e gli americani Borat osa tutto: fa emergere pregiudizi allucinanti, scoperchia gli aspetti più terrificanti del paese, pone a bruciapelo domande (qual è l´arma migliore per uccidere un ebreo?) inconcepibili. Prendendo di contropiede gli intervistati con uno straordinario senso dei “tempi”.
(r. n.)

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