Dalla rassegna stampa Cinema

Arriva nelle sale il tornado 'Borat'

Dal genio stravagante di Sacha Baron Cohen è nato questo improbabile, rozzo, scorretto e scurrile giornalista kazaco. Dove va, fa sfracelli e mette a nudo l’ignoranza e i pregiudizi dei suoi interlocutori

FENOMENO AL CINEMA

BORAT IN ITALIA
Esce finalmente anche nelle sale italiane, il 2 marzo, il film ‘Borat: studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan’, con il geniale attore Sacha Baron Cohen che interpreta il reporter kazako Borat Sagdiyev alla scoperta degli Usa ai giorni nostri. La pellicola, girata da Larry Charles, una delle menti dietro la serie tv ‘Seinfeld’, è un susseguirsi di gag caustiche con personaggi reali, cucite dal filo del seguente plot: il baffuto anchorman parte dal suo villaggio sgangherato dove lascia la moglie spaccalegna obesa, l’amico “violentatore” e i compaesani allegramente dediti all’appuntamento folklorico della “caccia all’ebreo” e sbarca a New York.

STUDIO CULTURALE
Le prime avventure, poi il viaggio coast-to-coast verso la California alla ricerca di Pamela Anderson, donna di cui si innamora guardando “‘Baywatch’ in albergo. Per la cronaca, cercherà di infilarla in un sacco e rapirla secondo la tradizione matrimoniale “kazaka”. Su Baron Cohen e il personaggio di Borat è stato scritto molto, visto che il film è uscito ormai da parecchio all’estero, suscitando polemiche, oppure ovazioni, per una supposta scorrettezza politica che a guardar bene non c’è.

I PREGIUDIZI DI TUTTI
Il personaggio, infatti, con le sue uscite sconvenienti non fa altro che evocare i fantasmi dell’antisemitismo, della diffidenza verso i musulmani e gli zingari, del razzismo contro i neri, dei pregiudizi contro le donne e gli omosessuali per dimostrare che esistono nei civilissimi Usa, non meno che nell’immaginario paesino kazako. Memorabile la scena in cui Borat è ospite in un bed and breakfast tenuto da una coppia di ebrei e ha paura che gli abbiano offerto un panino avvelenato. E il dialogo con un anziano cow boy in occasione di un rodeo, dove il John Wayne di turno gli consiglia di tagliarsi i baffi perché assomiglia troppo a un musulmano e dunque a un terrorista.

IL PROBLEMA DEL DOPPIAGGIO
Il difficilissimo compito di dare voce in italiano a Baron Cohen è stato dato a Pino Insegno della ‘Premiata Teleditta, con l’esplicita approvazione dello stesso attore inglese (Cohen: “sembro io che parlo italiano” ndr). Insegno ha quindi cercato di restituire tutte le sfumature dell’originale. Secondo alcuni tuttavia, il film nella traduzione italiana perde molto, forse troppo. Per un confronto con l’originale, c’è sempre “You Tube” su Internet, sito prodigo di clip in lingua inglese, abbastanza comprensibili grazie all’accento “kazako” di Borat.

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