Dalla rassegna stampa Cinema

Sacha Cohen: "Offensivo Borat? Forse, ma non più di Mel Gibson"

…«Siamo civili come chiunque altro, soprattutto dopo le riforme del 2004: ora le donne hanno il diritto di viaggiare nei bus, gli omosessuali non devono più indossare cappelli blu e l´età della libertà sessuale è stata innalzata a 12 anni»…

Arriva il fenomeno che ha raccolto cause, polemiche e miliardi
Intervista semi seria a Sacha Baron Cohen. Da domani il film è anche in Italia
Tra polemiche e una miriade di cause arrivano le grottesche avventure del giornalista kazako più amato nel mondo

LOS ANGELES – Nemmeno i più grandi fan del comico britannico Sacha Baron Cohen, 36 anni, e della sua serie tv “Da Ali G Show”, avrebbero mai immaginato che il film Borat: Studio culturale sull´America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan (da domani sugli schermi italiani) sarebbe diventato un tale fenomeno. Il film con il falso reporter televisivo Borat Sagdiyev, che dal lontano Kazakistan viene in America per una serie di servizi televisivi con il suo produttore Azamat Bagatov (interpretato dal corpulento attore americano Ken Davitian) è costato 12 milioni di dollari e ne ha incassati oltre 120. E ha conquistato un Golden Globe e la nomination all´Oscar nella categoria miglior sceneggiatura non originale. Un´eccezione per l´Academy, che notoriamente evita film controversi. Da New York Borat parte per un viaggio attraverso l´America che lo porterà in California e dalla donna dei suoi sogni: Pamela Anderson. Durante il viaggio Borat ha a che fare con l´America più conservatrice, religiosa e perbenista, che provoca con atteggiamenti volgari, esprimendo sentimenti misogeni, razzisti e antisemiti.
Nemmeno la potente lobby ebrea americana è riuscita a fermare questo fenomeno, incassando anzi divertita i suoi attacchi, mentre le comunità zingare hanno fatto causa alla Fox per il modo in cui sono state rappresentate sullo schermo: il villaggio da cui Borat parte alla volta dell´America è zeppo di stupratori e prostitute. Valanghe di cause sono state intentate alla Fox che ormai le accoglie divertita, visto che Cohen e la sua produzione hanno fatto firmare accurate liberatorie a ogni persona filmata. Intanto Sacha Baron Choen ha fatto carriera: il ruolo del pilota francese gay in “Talladega Nights” ha confermato le sue doti di attore comico ed è stato scelto da Tim Burton per “Sweeney Todd” accanto a Johnny Depp. Troppa fama. Al punto che recentemente Rupert Murdoch, proprietario della Fox, è stato costretto a smentire la notizia che il suo studio avrebbe prodotto un seguito di Borat: è ormai impensabile che Cohen riesca ancora a far cadere tanti americani, ancorché ingenui, nella trappola delle sue finte interviste. Sacha Baron Cohen ama incontrare i giornalisti nei panni di Borat. E come Borat, tutto gli è lecito.
Cosa l´ha sorpresa di più dell´America?
«La prima: è illegale sparare ai pellerossa. Poi mi ha molto sorpreso scoprire che in questo paese una donna può guidare una macchina».
E poi?
«E poi ho imparato molto su cultura, ristoranti e sul vostro sistema di politica. È molto diverso dal nostro. In America una donna vota ma un cavallo no. Non ha senso».
Nel film lei tenta di sposare la Anderson buttandole addosso il sacco nuziale, come è tradizione nel suo paese. Deluso dalla sua reazione?
«Mi ha sorpreso: normalmente sono più veloce e non mi aspetto che una donna corra così! Questa donna Pamela ha cominciato a perseguitarmi. Mi ha mandato molti messaggi d´amore attraverso il suo avvocato dicendo cose sexy tipo che non devo avvicinarmi a meno di 30 miglia dalla sua casa, che non le devo mandare per posta le mie mutande sporche… se uno di voi conosce Pamela ditele di lasciarmi in pace».
Conosce Sacha Baron Cohen? Cosa pensa di lui?
«Non ho nessun legame con questo signor Cohen e sostengo pienamente la decisione del mio governo di far causa a questo ebreo».
L´America si è molto offesa per il suo film.
«Non è più offensivo dei film del guerriero antiebreo Melvin Gibson. Posso dire, a proposito, che noi in Kazakistan sosteniamo pienamente la sua affermazione che gli ebrei hanno cominciato tutte le guerre. Abbiamo anche prova che gli ebrei sono responsabili per l´uccisione di tutti i dinosauri».
Hanno cercato di fermarla anche in Germania…
«Sì, le comunità zingare hanno tentato di non far uscire il film. Credo perché ho detto che ho vinto un premio alle Olimpiadi dell´Asia centrale per aver centrato una zingara da 50 metri con una pietra. Non è facile. E la zingara non era legata! Non so perché trovino questo offensivo».
Cosa pensa del presidente Bush?
«Il nostro glorioso presidente del Kazakistan e tutti noi siamo grandi ammiratori del premier americano. È forte, questo Mr. Bush, anche se non tanto quanto suo padre: Barbara».
E il Kazakistan?
«Siamo civili come chiunque altro, soprattutto dopo le riforme del 2004: ora le donne hanno il diritto di viaggiare nei bus, gli omosessuali non devono più indossare cappelli blu e l´età della libertà sessuale è stata innalzata a 12 anni».

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